Trump, venti di guerra tra USA e Cina: il ‘doppio gioco’ americano e la minaccia all’Isola di Tritone

Donald Trump sfida i giornalisti USA e poi la Cina: questa volta i venti di guerra diventano più forti, la strategia americana e l'isola di Tritone.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Donald Trump sfida i giornalisti USA e poi la Cina: questa volta i venti di guerra diventano più forti, la strategia americana e l'isola di Tritone.

Donald Trump è un personaggio vulcanico e, dopo il video-shock in cui atterra un wrestler con la faccia della CNN, ad indicare il suo poco appeal nei confronti dei giornalisti, ecco che arriva una notizia ben più importante: venti di guerra con la Cina – colpevole, secondo gli USA, di eccessiva morbidezza nei confronti del leader della Corea del Nord – e l’arrivo di una gigantesca nave da guerra americana nella zona contesa dell’isola di Tritone. Ma qual è la posta in gioco orientale? Qual è la strategia di Donald Trump per gestire, o, per meglio dire, cercare di gestire l’ascesa della Cina?

Il video di Donald Trump:

Qui, USA-Corea del Nord: il conflitto spiegato in 7 punti.

Sfida USA alla Cina: cosa c’è davvero dietro?

Il cacciatorpediniere Stethem punta sull’isola di Tritone con una capacità di fuoco davvero enorme: 150 metri, trecento persone soltanto per l’equipaggio, missili Tomahawk e altri ritrovati militari di ultima generazione. Xi Jinping ha fatto sapere che non potrà essere tollerata un’ingerenza USA di questo genere e che queste provocazioni vanno fermate nell’immediato, perché violano la sovranità e la sicurezza della Cina. Ma qual è l’interesse USA per l’isola di Tritone? Si tratta in realtà di un arcipelago sul quale sono molti i paesi orientali che vorrebbero metterci su le mani: sono isole ricchissime di risrose minerarie ed energetiche e sono acque inoltre all’interno delle quali si determinano ben 5mila miliardi di dollari di traffici commerciali. Insomma, un’area molto importante dal punto di vista strategico ed economico.

Ecco perché le politiche di Trump fanno bene alla Cina.

Le provocazioni USA alla Cina: non solo l’isola di Tritone

L’arrivo della nave da guerra in acque troppo vicine a quelle della Cina rappresenta soltanto l’ennesima provocazione di Trump alla Cina, con uno strano doppio gioco che vede Big Don e Super Xi vicini e lontani, a seconda della situazione contingente. Gli USA hanno, negli ultimi tempi, venduto armi per 1 miliardo e 300 milioni di dollari a Taiwan, l’altra Cina, quella ‘amia’ (e suddita) dell’Occidente; successivamente, sono partite le sanzioni verso persone cinesi e banche accusate di ‘flirtare’ con il regime di Pyongyang; infine, l’arrivo di una nave da guerra in una delle aree più ‘calde’ del pianeta.

La partita si gioca, dunque, nel Pacifico: noi europei riteniamo che l’Atlantico sia ancora al centro del globo, ma dobbiamo arrenderci: l’Europa, un tempo al centro del mondo, adesso ne rappresenta la periferia: le dinamiche della geopolitica globale passano per il Pacifico e le tigri asiatiche e Donald Trump lo ha capito bene, rivolgendo il suo sguardo all’altra parte del globo.

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Argomenti: Economia USA, Presidenza Trump

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