Come Trump ha cambiato le prospettive economiche per il 2017

Le previsioni sull'economia mondiale nel 2017 sono cambiate con la vittoria di Donald Trump di un mese e mezzo fa. Vediamo come.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le previsioni sull'economia mondiale nel 2017 sono cambiate con la vittoria di Donald Trump di un mese e mezzo fa. Vediamo come.

Nel giro di poche settimane, il “ciclone” Donald Trump ha spazzato via le certezze esistenti fino all’8 novembre scorso, stravolgendo le prospettive economiche e finanziarie dell’anno che sta per iniziare. Il primo cambiamento lo si è avuto sul mercato dei bond: i rendimenti sia dei Treasuries, sia degli altri titoli di stato europei, oltre che delle obbligazioni private, sono aumentati, in previsione di un’accelerazione dell’inflazione, viste le politiche pro-crescita promesse dal presidente eletto in campagna elettorale.

Rendimenti su, prezzi giù. Questa è la legge dei bond, come dimostra in misura lampante il caso dei Bund, che rendono oggi quasi il doppio rispetto al giorno delle elezioni USA, per quanto ancora nel range dello 0,30-0,35%, nonostante ieri sia sceso a livelli decisamente inferiori. (Leggi anche: Trumpflation già costata 1.000 miliardi)

Corre Wall Street

Un’altra conseguenza della vittoria di Trump è stato il rinvigorimento del mercato azionario. Il Dow Jones ha guadagnato quasi il 9% dall’8 novembre scorso, l’S&P 500 quasi il 6%, toccando nuovi massimi storici. Come mai? I titoli delle società quotate scontano diversi fattori. Il primo consiste nel taglio delle tasse promesso alle imprese. Il neo-presidente vorrebbe tagliare l’aliquota dal 35% al 15%, cosa che farebbe lievitare gli utili post-imposte delle aziende USA e chiaramente anche le loro valutazioni a Wall Street. (Leggi anche: Azioni Apple, possibile rally)

Secondariamente, la nuova amministrazione dovrebbe mettere a bilancio tra 500 e 1.000 miliardi di dollari in investimenti per infrastrutture in 4 anni, stimolando la domanda interna e, quindi, anche le importazioni americane dal resto del mondo, ovvero le esportazioni di Europa, Asia, etc.

 

 

 

 

Tassi più alti e petrolio

Allo stesso tempo, Trump al governo di Washington significa pressione per una politica monetaria più restrittiva negli USA, quando già la Federal Reserve ha dovuto prendere atto all’ultimo board di dicembre del surriscaldamento delle aspettative d’inflazione. Se fino a poche settimane fa s’intravedeva tutt’al più un paio di rialzi dei tassi USA nel 2017, adesso ne vengono pronosticati quattro dagli stessi funzionari dell’istituto e uno in più per il biennio 2018-2019.

La presidenza Trump dovrebbe significare anche maggiori consumi petroliferi. Il presidente eletto non è un grande sostenitore degli investimenti nelle energie alternative e ha già messo in discussione l’accordo di Parigi, quello che punta a tagliare le emissioni inquinanti. Vero è, però, che d’altro canto lo stesso Trump intende accrescere la produzione di petrolio americana, agevolando le trivellazioni, allentando i criteri ambientali (occhio alla notizia delle ultime ore sulla volontà del presidente uscente Barack Obama di avvalersi dei poteri per bloccare le trivellazioni nell’Artico). Non è immediato, quindi, comprendere se la sua amministrazione sarà di stimolo per i prezzi, o al contrario li deprimerà. (Leggi anche: Petrolio, Trump chiama ceo Exxon)

Infine, il commercio mondiale. Trump ha annunciato il ritiro degli USA dal TTP, l’accordo di libero scambio con altri undici paesi del Pacifico, tra cui Giappone e Australia, ma le trattative potrebbero arenarsi definitivamente anche sul TTIP, ovvero con la UE. Nonostante la sua stessa amministrazione, stando ai nomi delle personalità già ufficializzate alle varie cariche, non sarebbe contraria al libero commercio, il presidente potrebbe smantellare il NAFTA, che lega l’economia americana a Messico e Canada. Vedremo, però, fino a dove si spingerà, ma le tensioni di questi giorni con la Cina lasciano scorgere un futuro non roseo nei rapporti tra le prime due potenze economiche mondiali. (Leggi anche: Guerra commerciale, Trump attacca la Cina)

 

 

 

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Argomenti: Altre economie, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Fed, super-dollaro, tassi USA

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