Trump attacca la Germania: UE usata per i tuoi interessi, dazi su Bmw

Donald Trump attacca frontalmente la Germania e minaccia dazi contro le sue auto e restrizioni all'ingresso negli USA dei cittadini UE. Ecco come l'Italia potrebbe avvantaggiarsi dello scontro appena iniziato.

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Donald Trump attacca frontalmente la Germania e minaccia dazi contro le sue auto e restrizioni all'ingresso negli USA dei cittadini UE. Ecco come l'Italia potrebbe avvantaggiarsi dello scontro appena iniziato.

A quattro giorni dall’inaugurazione ufficiale della presidenza Trump, non potevamo mai immaginare un avvio così “genuino” per il 45-esimo capo di stato della storia americana. Intervistato dalla Bild, il presidente eletto Donald Trump ha ripercorso tutti i punti principali della sua politica estera, molti dei quali noti, ma ribaditi con un linguaggio così asciutto e sincero, da lasciare immaginare un quadriennio a dir poco rivoluzionario per i rapporti tra USA e USA.

Il tycoon ha lodato la Brexit, promettendo al Regno Unito un “accordo commerciale equo in poche settimane”, sostenendo di condividere la decisione del popolo britannico “in difesa della propria identità nazionale” e avvertendo che “altri paesi lasceranno (la UE)”. (Leggi anche: Presidenza Trump minaccia per l’economia della Germania?)

Dazio del 35% contro Bmw

Di più, molto di più: dopo avere espresso rispetto per la cancelliera Angela Merkel, in carica da 11 anni, e il presidente russo Vladimir Putin, ha anche esternato dubbi sulla possibilità di mantenere buoni rapporti con i due, sostenendo che dipenderà da loro. “La UE è un veicolo usato dalla Germania per fare i propri interessi”, ha spiegato, aggiungendo che la cancelliera avrebbe commesso un “errore catastrofico”, accogliendo un milione di profughi.

Per questo, Trump ha annunciato restrizioni alla libertà di ingresso negli USA anche per alcune nazionalità europee, dove più forte si annida il rischio del terrorismo islamico. E contro la Bmw prepara un dazio del 35%, dopo che la casa automobilistica tedesca ha annunciato un piano per la fabbricazione della Bmw terza serie in Messico, presso lo stabilimento di San Luis Potosi, a partire dal 2019. Sui veicoli venduti negli USA, spiega, sarà imposto un dazio, per cui sarebbe meglio che i tedeschi producessero nel territorio americano. Immediata la replica della società, che nota come già oggi impieghi direttamente e indirettamente 70.000 lavoratori USA. (Leggi anche: Industria auto Germania in pressing sulla Merkel)

 

 

 

 

NATO obsoleta contro il terrorismo islamico

A tale proposito, Trump ha chiarito di essere un sostenitore del libero commercio, “ma non a ogni costo”, notando come nel mercato automobilistico, i tedeschi acquistino macchine americane a un ritmo molto più basso di quanto non facciano gli americani con le auto tedesche, dando vita a un “rapporto commerciale iniquo”.

Piccata la replica del vice-cancelliere Sigmar Gabriel, leader socialdemocratico e anche ministro dell’Economia: “Gli USA costruiscano macchine migliori”.

Infine, ne ha anche per la NATO, che giudica essere un’organizzazione importante, ma che negli ultimi anni si sarebbe mostrata “obsoleta” nel lottare contro il terrorismo islamico, evidenziando come solamente cinque paesi membri spendano per la difesa in linea con gli obiettivi dell’Alleanza Atlantica. (Leggi anche: Spese militari: quanto ci costa se Trump taglia i costi alla NATO)

L’attacco all’Europa a trazione tedesca

Avremmo potuto immaginare mai tanti spunti così esplosivi in un’unica intervista? L’aspetto centrale di questa chiacchierata tra Trump e la Bild riguarda i rapporti con l’Europa, che si annunciano tesi, ma non con tutto il Vecchio Continente, bensì con quelle forze a trazione tedesca. Il presidente ha intenzione di prendere la Germania come bersaglio delle sue politiche, evidentemente intimorito dal progetto di Berlino di schermarsi dietro alla UE per primeggiare nel commercio mondiale anche contro la UE.

E che la presidenza Trump possa trasformarsi una preziosa opportunità per l’Italia lo dimostrano due fatti sopra ogni altra cosa: l’attacco all’euro debole e il comparto automobilistico. Il presidente ha definito la moneta unica troppo debole per i fondamentali tedeschi, tanto da volere inserire la Germania tra i manipolatori del cambio, anche se già sul punto è andata avanti persino l’amministrazione uscente di Obama. (Leggi anche: Dazi USA contro la Germania)

 

 

 

 

La sfida su euro e auto

In teoria, all’economia italiana non converrebbe che l’euro si rafforzasse per compiacere Washington, ma la battaglia di Trump, qualora fosse davvero portata avanti, accenderebbe i riflettori mondiali sull’enorme surplus commerciale accumulato di anno in anno dalla Germania, che da un decennio sfonda i limiti massimi consentiti dal Trattato di Maastricht per le partite correnti.

A quel punto, potrebbero aumentare le pressioni su Berlino, affinché aumenti gli investimenti pubblici e/o tagli le tasse, contribuendo così a stimolare la crescita nell’intera Eurozona.

E torniamo sulle auto. La minaccia contro Bmw s’inserisce in una querelle tra Germania e Italia sui caso Fiat Chrysler. La casa automobilistica italo-tedesca è stata lodata da Trump alla conferenza stampa del mercoledì scorso, a seguito dell’impegno di investire un altro miliardo in Ohio e Michigan, creando 1.600 posti di lavoro. Subito dopo è arrivata l’accusa dell’Agenzia per l’ambiente USA, l’EPA, di avere manipolato il monitoraggio delle emissioni inquinanti; accusa respinta dall’ad Sergio Marchionne, ma sulla quale sta soffiando il governo tedesco, che ieri con il ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt, ha chiesto alla Commissione europea di richiamare le auto italiane, tacciando il nostro governo di connivenza con la falsificazione dei dati ad opera di FCA. Pronta la risposta del ministro delle Attività produttive, Carlo Calenda: “La Germania pensi alla Volkswagen”. (Leggi anche: Obama vendicativo e frustrato avvelena la transizione)

A questo punto, la carta Trump potrebbe tornarci molto utile, perché è chiaro che il Lingotto si è schierata sostanzialmente con il nuovo presidente, il quale a sua volta ha nel mirino le auto tedesche per contrastare il crescente surplus commerciale tedesco ai danni degli USA. Una carta, che andrà giocata molto bene, a partire dal G7 di Taormina a maggio.

 

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