Troika dopo Renzi: politici deboli in tutta Europa, tecnici scaldano i motori

I tecnici stanno per tornare al governo? Il fallimento del governo Renzi spinge per questa soluzione e gli italiani si preparino alla Troika, cioè a una tassa patrimoniale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I tecnici stanno per tornare al governo? Il fallimento del governo Renzi spinge per questa soluzione e gli italiani si preparino alla Troika, cioè a una tassa patrimoniale.

Se volessimo avere una rappresentazione plastica dello stato dell’Europa di oggi, dovremmo fare riferimento all’immagine di Ventotene di un paio di settimane addietro, quando nel comune laziale si sono incontrati il premier Matteo Renzi, la cancelliera Angela Merkel e il presidente François Hollande. Ufficialmente, avrebbero dovuto segnalare al resto della UE la forza di ripartire dopo la Brexit, ma è evidente che ci siamo trovati dinnanzi alla somma di tre debolezze.

Nel giro di pochi giorni, il governo Renzi ha subito non solo la sventura del terribile terremoto nel Centro Italia, ma anche la scure dell’Istat, che ha anticipato la fine della crescita economica nel nostro paese. Il presidente Hollande ha dovuto subire le dimissioni del suo giovane e rampante ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, che corre alle primarie del Partito Socialista per le presidenziali proprio contro di lui. La cancelliera ha incassato una batosta elettorale storica nel suo Land, il Mecklenburg-Vorpommern, scivolando dietro alla destra euro-scettica.

Rischio terza recessione Italia

La posizione più delicata è quella di Palazzo Chigi, che rischia nei prossimi mesi di dover fronteggiare la terza recessione dal 2008. Sarebbe molto difficile in quel caso risalire la china dei consensi e sperare di battere i “populisti” euro-scettici del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche. Nell’immediato, poi, avrebbe bisogno di una benedizione per ambire a vincere il referendum costituzionale di novembre (data probabile).

E cosa succede se Matteo Renzi perde la scommessa sulle riforme istituzionali? Non illudiamoci che si vada subito alle urne, perché è molto probabile che si apra una nuova fase con l’ennesimo governo tecnico imposto o benedetto da Bruxelles. Il PD sarebbe dilaniato da faide interne, il Movimento 5 Stelle è palesemente incapace di sostenere il peso di un esecutivo nazionale e il centro-destra ha quasi deciso di non esistere.

Tra i nomi papabili alla successione vi è quello di Pier Carlo Padoan, come suggerisce anche l’invito di un ex premier tecnico, Mario Monti, rivolto all’attuale presidente del consiglio di dare più ascolto sui conti pubblici al suo ministro dell’Economia. Non che questi si sia distinto per meriti particolari. Tutt’altro. Eppure, gode del sostegno della UE e per incroci astrali peculiari (ha buoni rapporti con Massimo D’Alema) potrebbe davvero ambire ad andare a Palazzo Chigi, chiaramente a capo di un esecutivo tecnico, possibilmente ammantato da una sorta di coloratura politica di pura facciata.

 

 

 

Governo tecnico con avallo UE

I tecnici stanno riprendendo piede in Europa, dopo la fallimentare gestione della crisi dei debiti sovrani negli anni passati. Ieri, il governo ha dovuto smentire una ricostruzione di stampa, secondo la quale il salvataggio di MPS avverrebbe ad opera del fondo salva-stati europeo ESM.

Come spesso capita in politica, una smentita equivale a una conferma. Le sole voci di un intervento dei super-tecnici europei a sostegno di una o più banche italiane ci dovrebbe segnalare lo stato di potenziale commissariamento a cui soggiaceremmo, perché è evidente che non si tratterebbe di un pasto gratis.

Tassa patrimoniale nuova frontiera per tecnici

A cosa punterebbe un ennesimo governo tecnico a Roma? Stando alle sollecitazioni provenienti dalla Bundestag, così come anche dall’FMI, verrebbe imposta una tassa patrimoniale, magari introducendo una franchigia per i piccoli patrimoni. Fa gola alla UE una ricchezza privata netta complessiva di famiglie e imprese intorno di quasi 9.000 miliardi di euro.

Tutto, dalle case ai conti bancari, dagli investimenti finanziari ai beni mobili registrati (auto, barche) sarebbe tassato in maniera stabile nel tempo, al fine di recuperare quelle risorse necessarie per il bilancio pubblico, tali da coprire il deficit e magari garantire un margine di manovra per detassare gli utili delle imprese e il lavoro. E scordatevi che l’aumento dell’IVA venga disattivato, perché anche i consumi sarebbero colpiti. E ancora una volta, in Parlamento si troverebbero maggioranze trasversali “per il bene del paese e senso di responsabilità”.

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Banche italiane, Crisi del debito sovrano, Crisi delle banche, Crisi economica Italia, Crisi Euro, Crisi Eurozona, Debito pubblico italiano, Economia Europa, Economia Italia, Governo Renzi, Matteo Renzi, prelievo forzoso, Troika