Treni pendolari, le 10 linee peggiori d’Italia: aumentano i costi, calano i servizi

La classifica redatta da Legambiente sulle linee ferroviarie "da incubo" e uno sguardo ai costi in aumento.

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La classifica redatta da Legambiente sulle linee ferroviarie

La tragedia ferroviaria accaduta nella mattinata di ieri, giovedì 25 gennaio, nei pressi della stazione di Pioltello, alle porte di Milano, ha riacceso le polemiche sulla sicurezza delle infrastrutture in Italia. Il treno, appartenente alla società Trenord, stava trasportando centinaia di pendolari nel capoluogo meneghino come ogni mattina. Come loro, sono 3 milioni ogni giorno le persone che si spostano con i mezzi di trasporto per recarsi sul posto di lavoro.

Una buona fetta di questi 3 milioni lo fa servendosi dei treni. La linea Cremona-Milano era stata, da tempo, segnalata come una delle peggiori di tutta la regione Lombardia.

In queste ore è tornata di stretta attualità la classifica redatta da Legambiente nel mese di dicembre, in cui compaiono le 10 tratte ferroviarie potenzialmente più a rischio secondo l’associazione ambientalista italiana. A seguire la classifica aggiornata all’anno 2017:

  1. Roma-Ostia Lido
  2. Circumvesuviana
  3. Reggio Calabria-Taranto
  4. Verona-Rovigo
  5. Brescia-Casalmaggiore-Parma
  6. Agrigento-Palermo
  7. Settimo Torinese-Pont Canavese
  8. Campobasso-Roma
  9. Genova-Savona-Ventimiglia
  10. Bari-Corato-Barletta

Dalle prime 10 posizioni della classifica delle linee ferroviarie “da incubo” per l’associazione italiana Legambiente, risulta evidente che il problema sia a carattere nazionale e non riguardi una parte d’Italia specifica. Da Nord a Sud, da Rovigo a Palermo, passando per Barletta e Genova, oltre che Parma, Roma e Napoli, i 3 milioni di pendolari che quotidianamente si spostano per andare a lavoro devono affrontare quella che viene definita una pericolosa odissea.

Nella classifica redatta da Legambiente non figura la tratta Cremona-Milano, dove ieri si è verificato l’incidente mortale che è costato la vittima a tre donne. Figura invece la Bari-Corato-Barletta, in cui si verificò una delle più gravi stragi ferroviarie del nostro Paese. Nell’incidente della tratta Andria-Barletta, persero la vita 23 persone. Anche allora, tra le vittime, ci furono pendolari, a conferma di quanto la categoria sia maggiormente esposta rispetto alle altre.

Costi crescono ma i servizi subiscono tagli

A tutto questo si aggiunge l’aumento delle tariffe a fronte di un calo dei servizi secondo il rapporto del Sole 24 ore e Legambiente. Basti pensare che i costi medi dei biglietti sono aumentati del 23,3% mentre i servizi hanno subito un taglio dell’8,2%.

Le regioni peggiori in tal senso sono la Liguria (aumenti pari a 48,9% e tagli dell’8,1%) la Campania ( tariffe più care del 48,4% e tagli del 15,1%) e il Piemonte (tariffe a +47,3% e tagli pari al 4,9%).

In ogni caso, secondo un’indagine dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, la mortalità su rotaie ha inciso dell’1,8% negli anni 2010-2015 contando 421 vittime contro le 21.912 relative al trasporto su strada. Il treno resta insomma un mezzo sicuro. 

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