Travaglio sui risultati Elezioni Europee: gli sbagli di Grillo

I risultati delle Elezioni Europee vedono il Pd primo con una percentuale di preferenze storica: merito di Renzi o colpa di Grillo? Travaglio fornisce un'attenta analisi critica

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Alessandra De Angelis

Travaglio commenta Europee

Ieri sera tra gli ospiti di Enrico Mentana su la 7 per seguire e commentare gli exit poll e le prime proiezioni c’era anche Marco Travaglio in collegamento video. Dopo la divulgazione del primo exit poll il giornalista de Il fatto è apparso cauto ribadendo che i dati di questi calcoli sono aleatori e che storicamente non si sono dimostrati attendibili. Ma si è prestato comunque al “gioco” e ha ritenuto una vittoria di Grillo il 25-26% ventilato a pochi minuti dalla chiusura dei seggi. Ma la maratona degli exit poll ha visto allargarsi fino ad arrivare a più di 18 pesanti punti percentuali la forbice tra il Pd e il Movimento 5 Stelle. Travaglio non si nasconde dietro un dito e parla chiaramente di sconfitta. E il giornalista, commentando i risultati, spiega anche la sua versione dei fatti: dove ha sbagliato Grillo?  

Elezioni Europee 2014: perché l’Italia non si è fidata di Grillo

Prima di tutto Marco Travaglio si pone da parte degli elettori: cosa li ha spinti a non fidarsi del leader del M5S? Non tutte le colpe sono dell’irriverente genovese. Senza dubbio, avanza il vice direttore de Il fatto, ha contato molto la black propaganda del “ma che avete fatto voi del M5s in Parlamento?”. Da questo punto di vista la pecca è degli italiani che sono “democraticamente immaturi” per dare il giusto peso alla opposizione invece di considerarla alla stregua di un pelo superfluo della democrazia. Poi ci sono le “colpe” dell’informazione, o quantomeno il potere di influenzare che la stampa detiene. Renzi, non essendo propriamente né di destra né di sinistra (così come la si intende tradizionalmente) ha il raro vantaggio, prima di lui riservato solo a Monti, di avere il sostegno plenario della stampa italiana. Quest’ultima è “sdraiata ai suoi piedi” esaltando la sua “esposizione mediatica” positiva.

Flop Movimento 5 Stelle: gli errori di Grillo

E veniamo così agli errori di Grillo, proprio partendo dalla tv. Travaglio è certo che “Grillo ha capito tardi quanto la tv per conquistare le province dell’impero, quelle che non smanettano su internet. Non basta una ospitata da Vespa per rassicurare certo pubblico”. Annotazione anche per i suoi toni troppo spesso truculenti: se è vero che chi lo conosce sa che la sua è la tecnica del paradosso e che 9 volte su 10 scherza ma se ogni battuta finisce puntualmente in un titolo di giornale è difficile far passare l’ironia della provocazione. Grillo quindi, a suo parere, dovrebbe uscire dal linguaggio caricaturale e pensare alle conseguenze di ogni frase che dice. Inoltre, continua Travaglio, dovrebbe schierare più spesso in prima fila gente giovane e preparata. Chiudersi con Renzi non serve: “mandiamoli tutti a casa” è uno slogan che la gente è stata contenta di sentire contro i dinosauri della politica ma di fronte oggi non ci sono più Bersani o Letta o altri esponenti del “ceto politico tombale che la gente voleva rottamare”. La strategia con Renzi doveva essere quella del confronto: i grillini devono sedersi al suo tavolo e ascoltare le sue proposte per scoprire se sono bluff o veramente poker d’assi

Come Grillo ha migliorato la sinistra

Travaglio non usa scappatoie dialettiche (strumento di cui certo non è sprovvisto) per definire il risultato delle elezioni europee come una sconfitta del Movimento 5 Stelle. Ma chiude sottolineando che i grillini hanno avuto il merito di spingere la sinistra a migliorarsi. Senza Grillo non ci sarebbero state le piazze piene per i comizi del Pd, non ci sarebbe stata la “propaganda” anti casta (al momento non si può parlare di risultati in questo senso, fatta eccezione per la vendita di alcune auto blu su ebay, anche se le promesse di Renzi sono ancora in tempo per essere considerate credibili) e non ci sarebbe stato il voto contro Genovese. Questa è una vittoria anche se al momento appare senza dubbio una magra consolazione. Ma la riflessione di Travaglio potrebbe essere il punto da cui partire e migliorarsi, invece di migliorare solo la maggioranza.      

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