Trattato UE: “Non ci arrenderemo”

Da Le Monde alcune testimonianze della manifestazione contro il trattato fiscale che ha riempito le strade di Parigi

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Da Le Monde alcune testimonianze della manifestazione contro il trattato fiscale che ha riempito le strade di Parigi

Le Monde – Cinque mesi dopo l’arrivo di François Hollande al Palazzo dell’Eliseo, una sessantina di organizzazioni politiche (Fronte di Sinistra, ZIP …), sindacali (federazioni CGT, FSU, Solidaires …) e associative (Attac, Copernic. ..) hanno vinto la sfida di far scendere per le strade di Parigi decine di migliaia di persone (80.000 secondo gli organizzatori) per dire “no” al trattato fiscale europeo. I manifestanti, molti dei quali hanno votato per il candidato socialista al secondo turno delle elezioni presidenziali, rivendicano ora la loro parte nella vittoria. “Non se ne parla del trattato”, “Deputati, non tradite, votate no!”, “No al dictat della troika”: sui manifesti branditi dalla folla, degli slogan chiari per un messaggio che vuole essere altrettanto chiaro.

La rabbia dei  manifestanti.

Ludovic, in cerca di lavoro

«Io rifiuto che si impegnino gli Stati in un pareggio di bilancio che limiterà le politiche sociali e che porterà ad un risparmio a cui non siamo in grado di far fronte. Questo trattato va soprattutto a vantaggio del mondo della finanza e dei privilegiati, e sono i più modesti tra noi che vedranno peggiorare la loro situazione. Holland si era impegnato a chiedere una revisione del trattato, ma ha ottenuto solo qualcosa di simbolico. Tiene così tanto a questo tandem franco-tedesco che accetta ordini dalla Germania, che si trova in una posizione di forza. “

Anne-Lise, dottorato di ricerca in diritto e militante del PCF

“Eravamo già ben motivati nel 2005 [contro il Trattato costituzionale europeo], è la continuazione della nostra lotta. E’ importante per noi iniziare da lì, prima di opporci alla regressione sociale che si avrà in Francia con le politiche di austerità. Si cerca di fare pressioni a sinistra per portare la voce di una sinistra positiva, ambiziosa. Perché la situazione economica e sociale è tale che ci farà saltare in aria. Noi pensiamo che possiamo fare la differenza. “

Marie-Thérèse, dipendente di France Telecom e militante CGT

“Vogliamo un ‘Europa sociale e non l’Europa della Finanza. Hollande aveva promesso di modificare il trattato e lo fa votare tale e quale. Il piccolo trucco sulla crescita che è stato aggiunto non è sufficiente. Sì, questo trattato sarà ratificato, questo è sicuro … ma con i voti della destra. Congratulazioni alla sinistra! Non c’è niente di cui rallegrarsi! Il futuro non è molto roseo. Non c’è dubbio che non cambieranno parere in un giorno. Ci sarà bisogno di altre manifestazioni perché mantengano le promesse fatte, ma non molleremo. Non rinunceremo mai. “

Dominique, insegnante in pensione e attivista Attac

“Di solito, Attac non manifesta, ma quando è troppo è troppo. Siamo contro l’austerità sostenuta dal governo. Sono all’opposizione di questo governo. Hollande fa parte del sistema e per me, del PS ha solo il nome. Questo è un partito capitalista e io non sono sorpresa dalla politica che conduce. Se vi sarà un cambiamento, non sarà con le elezioni. Nell’attesa, la situazione per i cittadini diventa sempre peggio e la crisi ha buon gioco. Io sono per l’uscita dall’Europa. Così com’è, non potrà mai essere sociale. Dall’inizio, è stata costruita su  basi  finanziarie. E’ un’illusione.

Articolo originale: Traité européen : « On ne lâchera pas »

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Argomenti: pareggio di bilancio, Visti dall`estero

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