Trasporto ferroviario: le 10 linee da incubo secondo Legambiente, pochi investimenti e scarsa qualità

Le 10 linee ferroviarie da incubo in Italia: ecco dove la scarsa qualità, le opere incompiute e i disagi stanno mettendo a repentaglio i trasporti.

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Le 10 linee ferroviarie da incubo in Italia: ecco dove la scarsa qualità, le opere incompiute e i disagi stanno mettendo a repentaglio i trasporti.

Legambiente ha presentato le 10 linee ferroviarie da incubo, tratte ferroviarie dove il servizio continua ad essere scarso e i pendolari hanno a che fare ogni giorno con la scarsa qualità.

Scarsa qualità e lavori incompiuti

Tra ritardi e opere incompiute, nonostante i costi e gli investimenti, il dossier Pendolaria fa luce sul sistema ferroviario italiano e su quelle linee che ad oggi sono l’emblema della scarsa qualità.

Si fa subito notare come rispetto allo scorso anno non è effettivamente cambiato niente: “nulla e’ cambiato per le linee peggiori per i pendolari, che sono oggi il triste emblema della scarsa qualità del servizio che accomuna diverse aree del Paese”.

La linea peggiore in assoluto resta la Roma-Lido. Legambiente segnala che non sono avvenuti cambiamenti e tra ritardi e disagi la situazione resta molto critica, considerando anche quelle delle stazioni. Nel rapporto si fa notare l’assenza degli investimenti nel materiale rotabile e lo stanziamento di risorse aggiuntive. Il degrado sta spingendo molti pendolari ad abbandonare la linea, sono oggi 55mila contro 100mila di qualche anno fa, a cui aggiungere il calo delle corse del 5,5% e i 17 convogli sulla linea contro i 23 dello scorso anno. Problemi anche nelle biglietterie, presenti solo in un quarto delle stazioni, senza considerare i guasti e le corse che saltano.

Al secondo posto c’è la Circumvesuviana di Napoli. In questo caso si parla di corse soppresse, sovraffollamenti, guasti ai treni e altri problemi. Tutto ciò nonostante il recente bando di gara annunciato; 220 milioni di euro per i nuovi treni affinché possa migliorare la qualità e ripristinare l’offerta dei treni.

In lizza anche la Reggio Calabria-Taranto, la ferrovia Jonica che secondo Legambiente ha subito un netto peggioramento con treni ridotti, servizio scadente e convogli lenti. Nel rapporto si segnalano i lavori per l’elettrificazione tra Sibari e Catanzaro Lido.

Il quarto posto va ad una ferrovia del Nord la Verona-Rovigo. Anche in questo caso si parla di servizio scadente, ritardi, corse risicate, stazioni abbandonate e treni vecchi e lenti. Addirittura la velocità dei treni sembra peggiorata rispetto a 15 anni fa. Disagi continui vengono portati alla luce sulla Brescia-Casalmaggiore-Parma.

In questo caso ci sono pochi treni in circolazione e la tratta sembra quasi in uno stato di abbandono considerando anche l’età del materiale rotabile, più di 30 anni, e la velocità dei treni.

Problemi di lentezza e ritardi anche per la Agrigento-Palermo. La tratta è richiesta ma poca gente usa il treno proprio perchè il servizio è scadente e lento, soprattutto, fa notare il rapporto, quando piove e le stazioni si allagano. Disagi, treni cancellati senza preavviso e treni vecchi caratterizzano la linea Settimo Torinese-Pont Canavese. Si sono segnalati ritardi costanti di almeno 20 minuti, treni lenti e convogli che si fermano in una località costringendo chi deve continuare a prendere un autobus.

Tra le linee peggiori anche la Campobasso-Roma, seppur in miglioramento, con problemi legati alla lentezza e inadeguatezza del servizio, la Genova-Savona-Ventimiglia, in cui i problemi sono relativi soprattutto ai treni vecchi, materiale rotabile scarso e ritardi, soprattutto durante la stagione estiva, nonché bagni sporchi e sedili rotti. Si chiude con la Bari-Corato-Barletta, venuta agli onori della cronaca per l’incidente del luglio 2016 che causò la morte di 23 persone. Dopo i lavori per raddoppiare una tratta continuano i disagi per i pendolari.

Legambiente fa notare come ci sarebbero da fare molte cose sulle tratte ferroviarie italiane. Primo su tutto affrontare: “l’incredibile ritardo e assenza di investimento in cui si trovano le tante infrastrutture, la seconda riguarda i tagli avvenuti al servizio ferroviario regionale in questi anni e la terza l’età dei treni. Governo e Regioni devono individuare subito risorse nella Legge di Bilancio in discussione per rilanciare davvero una cura del ferro nel nostro Paese in particolare servono due scelte non più rinviabili: aumentare i treni in circolazione e realizzare le opere indispensabili a rilanciare il trasporto ferroviario per i pendolari”.

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