Crollo passeggeri di un terzo con la crisi, trasporto aereo arretra in Italia

Crisi del trasporto aereo in Italia. Mentre ovunque aumentano nel mondo i passeggeri, da noi arretrano e l'industria nazionale diventa sempre più marginale rispetto a quella globale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Crisi del trasporto aereo in Italia. Mentre ovunque aumentano nel mondo i passeggeri, da noi arretrano e l'industria nazionale diventa sempre più marginale rispetto a quella globale.

La crisi economica in Italia ha colpito anche il trasporto aereo, come dimostrano i dati forniti dalla Banca Mondiale e combaciati con quelli Eurostat relativi al mercato europeo. Partiamo da una buona notizia: sul piano globale, il numero dei passeggeri trasportati via aereo è esploso del 165% in venti anni, passando dagli 1,3 miliardi del 1995 ai 3,44 miliardi del 2015, ultimo anno per cui sono disponibili i dati mondiali. Per l’Italia, i tassi di crescita sono stati assai inferiori, pari ad appena il 10% nell’arco del ventennio considerato, arrivando a poco oltre i 26 milioni di passeggeri nel 2015, pur in ripresa dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Il bilancio resta devastante, però, rispetto al periodo pre-crisi: -31% al confronto con i 37,8 milioni del 2007, quando il nostro mercato rappresentava ancora il 4,8% di quello UE, mentre oggi risulta sceso al 2,8%.

L’Italia perde così quota anche nel confronto con il resto del mondo, passando dall’1,7% del 2007 all’attuale 0,8%. In pratica, mentre i flussi passeggeri crescevano sul piano mondiale, da noi crollavano. Nella stessa UE, che pure è stata colpita anch’essa dalla crisi economica nell’ultimo decennio, il numero dei passeggeri trasportati in aereo è aumentato del 16%, arrivando a 918 milioni nel 2015. (Leggi anche: Aeroporto Bologna, forte aumento passeggeri ad agosto)

Business da 530 miliardi per i soli passeggeri

Negli USA, Airlines for America ha appena reso noti i dati aggiornati al 2016, anno in cui il trasporto passeggeri è salito a 823 milioni, pari a 2,4 milioni al giorno, con la previsione di una crescita a nuovi livelli record per l’anno in corso. E così, il mercato aereo a stelle e strisce rappresenta quasi il 24% di quello globale, in linea con l’incidenza del suo pil rispetto a quello dell’intero pianeta. Rispetto al 2007, crescita a doppia cifra anche per il mercato americano, seppur del 10,6%, meno del 16% europeo.

L’industria aerea valeva un fatturato di 518 miliardi di dollari nel 2015, salendo a 571 miliardi con il trasporto merci. Per quest’anno, le stime di Statista parlano per il solo trasporto passeggeri di 530 miliardi di ricavi, un terzo in più rispetto al 2007, ma in calo dell’1,7% sul 2014, anno di picco con 539 miliardi fatturati.

Crisi Alitalia nei numeri

Questi numeri evidenziano la portata della crisi del trasporto aereo in Italia, dove i passeggeri in partenza sono stati lo scorso anno circa il 40% di quelli francesi e un quinto di quelli tedeschi. Nel 2015, Alitalia ha trasportato 22,1 milioni di passeggeri, pari a un tasso di carico (“load factor”) del 76,2%. Pochi, rispetto ai quasi 90 milioni di Air France – Klm o ai 107,7 milioni della tedesca Lufthansa, anche se il primato in Europa spetta alla compagnia low-cost Ryanair con quasi 110 milioni.

Anche in questo, il solco tra la nostra ex compagnia di bandiera e le concorrenti si è ampliato moltissimo. Se già un decennio fa, Alitalia era molto indietro rispetto agli altri vettori in termini di traffico, da allora ha accusato un calo del 10% dei passeggeri trasportati, quando Ryanair ha più che raddoppiato i suoi, la compagnia tedesca li ha accresciuti di oltre il 40% e quella francese del 18%. E’ il segno evidente di una crisi non solo aziendale, ma dell’intera industria del trasporto aereo nazionale. (Leggi anche: Crisi Alitalia infinita, fallimento capitani coraggiosi)

 

 

 

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia

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