Torna il rischio patrimoniale per evitare l’aumento IVA: conti correnti nel mirino?

Una patrimoniale nella forma di prelievo forzoso sui conti bancari, l'ipotesi non più da escludere per trovare i 20 miliardi necessari a evitare il maxi-aumento dell'IVA dall'anno prossimo. Forti le pressioni internazionali.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Una patrimoniale nella forma di prelievo forzoso sui conti bancari, l'ipotesi non più da escludere per trovare i 20 miliardi necessari a evitare il maxi-aumento dell'IVA dall'anno prossimo. Forti le pressioni internazionali.

Aumentano le pressioni degli organismi internazionali sull’Italia, affinché migliori i saldi fiscali per abbattere il rapporto tra debito pubblico e pil, utilizzando una tassazione più “moderna”, per utilizzare l’espressione utilizzata dal Fondo Monetario Internazionale nel suo Fiscal Monitor sul nostro paese di qualche giorno fa, attraverso il quale è stato suggerito al governo Gentiloni di aumentare le imposte sulle proprietà immobiliari (l’IMU) o di introdurre una tassa patrimoniale. L’OCSE, invece, insiste perlopiù sulla strada dello scambio tra aliquote IVA e cuneo fiscale: aumentare le prime per tagliare il carico fiscale sul lavoro dipendente.

Una tassa patrimoniale colpirebbe tutte le forme di ricchezza detenute da un individuo, siano esse immobiliari o mobiliari (conti correnti e deposito, obbligazioni, azioni, quote in fondi, investimenti in beni di lusso, autovetture, imbarcazioni, etc). Questa strada appare al momento poco percorribile, non fosse altro per l’esistenza già di una tassazione specifica, che colpisce un po’ tutti gli assets di proprietà dei contribuenti, dagli immobili ai conti bancari, passando per veicoli, barche e investimenti finanziari. (Leggi anche: Patrimoniale e prelievo forzoso in arrivo per gli italiani)

Servono 20 miliardi per evitare l’aumento dell’IVA

Eppure, passano i mesi e il governo registra scarsi progressi sul fronte delle ipotesi di recupero dei 20 miliardi necessari solamente per disinnescare le clausole di salvaguardia dall’anno prossimo, le quali scattando farebbero aumentare l’aliquota IVA più alta dal 22% al 25%, quella intermedia dal 10% al 13%. Sarebbe una catastrofe per i consumi interni. Addio alla ripresa, specie se la domanda estera dovesse in parte venire meno.

La “manovrina” di primavera è già una stangata e con essa verranno recuperati 5 miliardi, di cui 3,4 a copertura dello 0,2% di minore deficit richiesto dalla UE. Per questo, il tempo scorre e la fantasia del governo si restringe, mentre dalla Commissione europea crescono le apprensioni sulla sua capacità di fronteggiare gli impegni a ridosso delle elezioni politiche. (Leggi anche: Aumento IVA o via bonus 80 euro, intanto spesa pubblica corre)

Prelievo forzoso sui conti correnti?

Da qui, l’ipotesi sempre più verosimile, che possa arrivare in autunno una tassa patrimoniale, che prenda le sembianze di un secondo prelievo forzoso, dopo il primo già realizzato nel 1992 dall’allora governo Amato. A restarne colpiti sarebbero quegli oltre 1.700 miliardi di euro di raccolta bancaria, ovvero di conti correnti, deposito, certificati di deposito e obbligazioni bancarie dei risparmiatori italiani. Di questi, circa 1.350 miliardi sono i depositi veri e propri, una massa facilmente aggredibile. Basterebbe imporre alle banche di trattenere una percentuale degli importi a saldo a una data scadenza per incassare fiumi di miliardi.

Ipotizzando anche solo l’1%, lo stato italiano introiterebbe sui 13 miliardi, riuscendo a coprire i due terzi delle somme necessarie per impedire la stangata sull’IVA. Il resto sarebbe più facilmente rinvenibile con qualche solito taglio alla spesa e con ulteriori balzelli qua e là. Un quarto di secolo fa, il prelievo forzoso fu pari allo 0,6% dei saldi bancari e non diede vita ad alcuna furente reazione popolare. La Prima Repubblica stava già collassando e non fu certo il “furto” ad opera dello stato ad averne accelerato la caduta. Altri tempi, vero, ma in assenza di alternative, non va escluso che accada di nuovo. (Leggi anche: Prelievo forzoso su tutti i risparmiatori contro la crisi?)

 

 

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Argomenti: austerità fiscale, clausole di salvaguardia, Crisi economica Italia, Debito pubblico italiano, Economia Italia