Tommaso Currò, un grillino contro Beppe Grillo

Il deputato Tommaso Currò attacca Grillo che non lascia lavorare i parlamentari in autonomia

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Il deputato Tommaso Currò attacca Grillo che non lascia lavorare i parlamentari in autonomia

Iniziano le prime avvisaglie di rivolta all’interno del Movimento 5 Stelle e il deputato Tommaso Currò attacca, con toni abbastanza decisi, Beppe Grillo per la decisione di restare a guardare mentre Pier Luigi Bersani proponeva il dialogo per la formazione del nuovo Governo. Decisione che forse non è stata appoggiata da tutto il Movimento, ma è stata presa solo grazie all’insistenza del leader genovese. Si presuppone che molti grillini non abbiano preso bene la decisione di Grillo, ed ora un deputato del Movimento 5 Stelle, in un’intervista su “La Stampa”, ha attaccato Beppe Grillo recriminando innanzitutto sul fatto che invece di recarsi lui, il leader, a Roma per incontrare i parlamentari eletti, abbia chiesto loro di recarsi a Firenze: “Io sicuramente no. Mi rifiuto. Non ha senso. È surreale che centosessantratré persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi. Qui. In Parlamento. Saremo felici di confrontarci, in Parlamento ci siamo noi. E questo luogo va rispettato”,  ha affermato Tommaso Currò stizzito. Currò ha un grande rispetto delle istituzioni, ed è infastidito dal fatto che i parlamentari eletti per il Movimento 5 Stelle non possano agire autonomamente “Noi parlamentari non siamo automi. E nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore. Se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi.”. Currò ritiene indispensabile un confronto con il Pd e non accetta la linea politica che sta adottando il Movimento 5 Stelle di negare ad oltranza una possibilità di accordo per la formazione del governo “Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità. La parola accordo non mi piace. Ma io sono convinto che un confronto con il Pd fosse – e sia – necessario. I giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più. Non amo i toni drammatici, ma qui è una questione di vita o di morte. Ogni giorno ci sono imprenditori che si tolgono la vita e migliaia di persone perdono il posto. Non si può stare ad aspettare lo sfascio”. Quando è stato chiesto a Currò quali provvedimenti sarebbero stati presi in seguito al rilascio dell’intervista in cui attacca Grillo, il deputato ha risposto tranquillamente “Non lo so e non mi interessa. A me può anche stare bene che venga nominato un gruppo che si occupa di comunicazione, purché la comunicazione non si sostituisca alla politica. Anzi, comprimiamo il potere dei comunicatori ed espandiamo quello dei parlamentari. Altrimenti la nostra diventa solo propaganda. E a me la propaganda puzza di fascismo”. Iniziano quindi le prime problematiche interne al Movimento 5 Stelle e i primi dissidenti che si rivoltano contro il leader Beppe Grillo.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica