Tobin Tax europea: Ecofin nella confusione. Ecco le ipotesi sul tavolo

L'Ecofin di oggi dovrebbe discutere sull'introduzione di una Tobin Tax europea, anche se non c'è unione tra i governi UE.

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Tobin Tax sì, Tobin Tax no. Solo tra poche ore sapremo cosa avrà deciso l’Ecofin, ossia il vertice dei ministri finanziari di tutta l’Unione Europea. Prima di partecipare all’Eurogruppo di ieri sera, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha dichiarato che sulla tassa sulle transazioni finanziarie dovrà essere deciso qualcosa entro l’anno.

Stando alle indiscrezioni della vigilia, le ipotesi maggiormente in voga sarebbero due: rinviare l’entrata in vigore della nuova tassa al 2016 oppure scegliere una versione soft, che colpisca quasi esclusivamente gli scambi di azioni e solo qualche tipologia di derivati.

Non è detto, però, che entrambe le proposte siano alternative tra di loro.

Lo stesso Schaeuble ha ammesso che le divergenze tra il gruppo della cosiddetta “cooperazione rafforzata” (undici paesi, tra cui l’Italia) e il resto della UE rimangono. In verità, le divergenze si registrano pure all’interno dello stesso gruppo degli undici, visto che più di un anno fa, l’Italia ha accolto l’appello della Germania a tassare le transazioni finanziarie, salvo scoprire che il governo tedesco ha nicchiato sull’introduzione della Tobin Tax in Germania, preferendo approfondire gli aspetti di questa tassazione, che ad oggi ha fallito in tutti i paesi che l’hanno adottata.

Nella stessa Italia, a fronte di un miliardo di gettito fiscale stimato dal governo Monti, si sono incassati appena 300 milioni di euro, complice il crollo del 30% degli scambi a Piazza Affari e di oltre l’80% sui mercati non regolamentati.

 

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L’Europa non sembra avere una direzione precisa sul tema. La Corte europea ha respinto il ricorso della Gran Bretagna contro la possibile introduzione della Tobin Tax europea, mentre i legali della Commissione hanno bocciato la proposta.

La Commissione europea propose per la prima volta di tassare gli scambi finanziari nel 2011, prevedendo un’aliquota dello 0,1% sulle azioni e dello 0,01% sui derivati. L’obiettivo era non solo di frenare la speculazione, ma di incassare 34-35 miliardi di euro all’anno, che sarebbero andati allo sviluppo.

A parte che ad oggi non vi è stato governo nel mondo che abbia centrato l’obiettivo delle entrate fiscali, pare che la versione rivisitata e volutamente ammorbidita della Tobin possa portare a un gettito di non oltre 3-4 miliardi in tutta Europa, ogni anno.

Ma oltre al se, si discute e si litiga sul come. Chi dovrebbe operare la tassazione: lo stato dove avviene la transazione o no? E come dovrebbero essere gestite le risorse? 

 

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