Tobin Tax europea dal 2016, ecco cosa prevede. Il Regno Unito farà ricorso

Dieci degli undici paesi della "cooperazione rafforzata" hanno sottoscritto un accordo per introdurre la Tobin Tax europea. Critiche dure da Londra e Stoccolma.

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E’ stato raggiunto l’accordo all’Ecofin di ieri sera tra gli undici paesi della “cooperazione rafforzata”, tra cui l’Italia, per introdurre la Tobin Tax europea dal 2016. L’intesa sulla tassa sulle transazioni finanziarie è stata annunciata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e giunge a oltre due anni dalla proposta iniziale della Commissione europea.

Tutti gli strumenti finanziari (derivati esclusi) saranno colpiti da un’imposta dello 0,1%, mentre i derivati da una dello 0,01%.

Il gettito è stimato in 35 miliardi di euro all’anno.

L’accordo è stato raggiunto a poche settimane dalle elezioni europee del 25 maggio, proprio per dare l’impressioni ai cittadini dell’Unione Europea che i governi vogliano far contribuire anche coloro che vengono imputati quali responsabili della crisi finanziaria ed economica di questi anni, ossia i mercati. La Tobin Tax, poi, fa parte anche del programma di governo concordato a Berlino tra conservatori e socialdemocratici per dare vita alla Grosse Koalition.

 

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Tuttavia, il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha annunciato per il governo del Regno Unito che farà ricorso alla Corte di Giustizia UE, qualora la tassa sulle transazioni finanziarie dovesse avere effetti extra-territoriali.

Si è espresso molto criticamente contro la Tobin Tax europea anche il ministro delle Finanze svedese, Anders Borg, il quale ha dichiarato di non essere in grado di comprendere la ratio di un’imposta che colpirà la crescita e la produttività.

In realtà, non tutti gli undici paesi della “cooperazione rafforzata” hanno sottoscritto l’accordo minimo di ieri, perché la Slovenia si è tirata indietro, a seguito della crisi di governo a Lubiana. Pertanto, esso riguarderà Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo, Grecia, Slovacchia ed Estonia.

Francia e Italia hanno già introdotto una loro Tobin Tax, rispettivamente dalla metà del 2012 e dal marzo 2013, ottenendo risultati controproducenti e un gettito fiscale modestissimo e di gran lunga al di sotto delle attese.

 

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