Tim avvia procedura di cassa integrazione per 29mila dipendenti, cosa succederà?

Tim ha avviato la procedura di cassa integrazione per 29mila dipendenti ma dopo 12 mesi sono 4.500 a rischiare il lavoro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Tim ha avviato la procedura di cassa integrazione per 29mila dipendenti ma dopo 12 mesi sono 4.500 a rischiare il lavoro.

Dopo le notizie non esaltanti su Mercatone Uno e Deutsche Bank di cui vi abbiamo parlato nell’articolo Lavoro: i casi di Deutsche Bank e Mercatone Uno, migliaia di posti a rischio anche Tim ha dato il via libera alla procedura di cassa integrazione per 29 mila dipendenti. Il primo incontro sulla vertenza Tim non ha dato i frutti sperati. Sindacati e rappresentanti si sono incontrati per parlare delle possibili alternative onde evitare la cassa integrazione per i 29mila dipendenti di Tim.

4.500 posti di lavoro a rischio

Un’altra piaga si sta abbattendo sui lavoratori italiani con la procedura di cassa integrazione per i 29mila dipendenti della Tim. Stefano Conti, il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, ha ribadito che “La disponibilità da parte nostra a trattare c’è, ma a fronte di una soluzione alternativa alla cigs”. Tutto è rimandato al 31 maggio ma gli animi sono alquanto pessimisti e secondo i sindacati è molto difficile risolvere in una manciata di giorni una questione che ormai va avanti da tempo, peggiorata soprattutto dopo lo scorporo della rete, il taglio dei costi ai fornitori e il futuro assetto aziendale.

Un nuovo incontro il 31 maggio

L’incontro con il Ministero del Lavoro non è andato bene secondo i sindacati, a rischiare sono 29.736 lavoratori per 12 mesi, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno così deciso diavviare una diffusa informativa ai lavoratori e di aprire contestualmente le procedure di raffreddamento”. Tim però avrebbe confermato, sempre secondo quanto comunicato dai sindacati, che dopo la cassa integrazione si rischiano licenziamenti per via di 4.500 eccedenze a fine Cassa. In un comunicato, a tal proposito si legge: “L’azienda nell’affermare che il confronto deve avere ad oggetto il tema Cigs e non altri temi che possano eventualmente essere affrontati successivamente, ha richiamato le ragioni già indicate nella comunicazione del 16 maggio 2018, dove ha evidenziato come il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria debba accompagnare il processo di trasformazione e ribadendo la presenza, a suo dire, di circa 4.500 eccedenze a fine Cigs”. Non resta che attendere il 31 maggio per saperne di più sulla sorte dei 29mila dipendenti Tim.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia