The Guardian: La Grecia sta affrontando una crisi umanitaria

L'articolo del Guardian che ha risvegliato l'attenzione, con dati e cifre, su quel che sta accadendo in Grecia...mentre governi e UE fanno orecchio da mercante per non ammettere le responsabilità dei loro "salvataggi" (di banche).

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
L'articolo del Guardian che ha risvegliato l'attenzione, con dati e cifre,  su quel che sta accadendo in Grecia...mentre governi e UE fanno orecchio da mercante per non ammettere le responsabilità dei loro

di Alex Politaki – Gli indici UE sulla povertà mostrano che la Grecia è in crisi. Ma gli stati membri non ammetteranno mai che  i loro ‘salvataggi’ sono da biasimare per questo. In genere le società europee sono abituate a pensare che le crisi umanitarie avvengano solo in seguito a calamità naturali, epidemie, guerre o conflitti civili. Che una crisi simile possa accadere in un paese europeo, e in particolare in un paese membro dell’Unione europea, per molti di noi sembra un fatto fuori questione.   CRISI UMANITARIA GRECIA – E tuttavia diversi esperti continuano a sostenere che la Grecia si trova attualmente nel bel mezzo di una crisi umanitaria. Il capo di Médecins du Monde, Nikitas Kanakis, la ONG greca più grande e più importante, è stato il primo a dichiararlo apertamente. In particolare la zona del porto di Perama, vicino ad Atene, è nel bel mezzo di un disastro umanitario. La Società Medica di Atene, la più grande organizzazione professionale di questo tipo, ha anche mandato una lettera formale alle Nazioni Unite con una richiesta di intervento. Se finora si è parlato ben poco di questa crisi umanitaria, ci sono delle ragioni politiche. Se riconoscessero la gravità della situazione, il governo greco e l’UE ammetterebbero anche che l’attuale stato di cose è stato determinato dal cosiddetto “salvataggio” economico della Grecia. Così le autorità hanno scelto di tacere. È vero che non c’è un accordo generale su ciò che costituisce una crisi umanitaria. Ma la definizione utilizzata da chi ha esperienza nel settore è semplice e pratica. Una crisi umanitaria di solito è segnata dalla povertà crescente, da una accresciuta disuguaglianza nel settore dell’istruzione e della protezione sociale, e dalla mancanza di accesso ai servizi del welfare. Indicatori di particolare rilievo sono la perdita dell’accesso ai servizi sanitari di base, alle visite mediche, ai ricoveri e ai farmaci. In altre parole: quando si è davanti a una crisi, non la si confonde con qualcos’altro. La Grecia non avrebbe mai immaginato di potersi trovare in una crisi umanitaria.Secondo l’ Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite , nel 2008 la Grecia era classificata al 18° posto nel mondo.Nessuno nel paese avrebbe veramente pensato che le cose sarebbero potute cambiare così drasticamente. Era la falsa sicurezza offerta dalle istituzioni e dai meccanismi dell’UE. Gli Stati membri dovevano pagare per questa immaginaria sicurezza soddisfacendo degli esigenti criteri politici ed economici. Il paradosso è che anche l’Unione europea, il supposto garante della sicurezza e della prosperità degli stati membri, ha metodi ben definiti per misurare la povertà, sia assoluta che relativa, i quali ora indicano che una crisi umanitaria in Grecia esiste davvero. Sulla base dei criteri e dei dati dell’Unione europea, la Grecia è un paese in condizioni di povertà grave. Nel 2011,il 31,4% della popolazione, ovvero 3,4 milioni di persone, ha vissuto con un reddito annuo inferiore al 60% del reddito mediano nazionale disponibile. Allo stesso tempo, il 27,3% della popolazione, ovvero 1,3 milioni di persone, erano a rischio povertà.Non ci sono ancora dati per il 2012, ma le cose sono certamente peggiorate. Utilizzando altri indicatori UE, una grande percentuale di famiglie greche vive attualmente in condizioni di “deprivazione materiale”. Un po’ oltre l’11% vive in condizioni di “deprivazione materiale estrema”, il che significa senza sufficiente riscaldamento, elettricità, e senza l’utilizzo di una macchina o un telefono. Significa anche avere una dieta povera, priva di carne o pesce su base settimanale, così come l’incapacità totale o parziale di far fronte a spese di emergenza o al pagamento di affitti e bollette.   DISOCCUPAZIONE IN GRECIA – L’inefficacia dei programmi europei per il reinserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro e la mancanza di programmi nazionali di protezione sociale hanno spinto la Grecia ancor più nella povertà. Il tasso di disoccupazione degli adulti ha raggiunto il 26,8% nell’ottobre 2012 . Ma questo livello, anche se enorme rispetto al recente passato, ancora non ci dà il quadro completo. Manca, ad esempio, la disoccupazione risultante dal fallimento di migliaia di piccole imprese. Ai disoccupati si dovrebbero aggiungere i lavoratori poveri, vale a dire i lavoratori con salari così bassi da non poter soddisfare le esigenze di base. Il 13% della forza lavoro, essi rappresentano la più alta percentuale di lavoratori poveri dell’eurozona. Ci sono altri tre indicatori che segnalano una crisi umanitaria. In primo luogo, il numero di persone senza fissa dimora è salito a livelli senza precedenti per un paese europeo: stime non ufficiali parlano di 40.000 persone. In secondo luogo, nel 2012 in alcuni centri urbani è stata registrata una percentuale di beneficiari delle ONG di servizi medici di cittadinanza greca pari al 60% del totale. Questo sarebbe stato impensabile anche solo tre anni fa, dal momento che questi servizi erano normalmente destinati agli immigrati, non ai greci. In terzo luogo, vi è stata una crescita esplosiva di mense e distribuzione di alimenti. I livelli non sono registrati ufficialmente, ma la Chiesa Greca distribuisce circa 250.000 razioni giornaliere, mentre c’è un numero imprecisato di razioni distribuite dai Comuni e dalle ONG. Per ordine del governo saranno aumentate le razioni alimentari fornite dai Comuni a causa della crescente incidenza di svenimenti dei bambini a scuola a causa di assunzione di pasti a basso contenuto calorico. Le dichiarazioni sempre più disperate delle persone in prima linea testimoniano la povertà, la disuguaglianza e l’incapacità di accedere ai servizi primari. Il paese è diventato un campo di intervento umanitario, e dovrebbe essere trattato come tale. E’ una vergogna che il governo greco e l’Unione europea chiudano gli occhi e facciano finta di non vedere. La comunità internazionale umanitaria dovrebbe rispondere con urgenza. Articolo originale: Greece is facing a humanitarian crisis

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