Test rapidi aeroporti e stazioni, multe a chi non indossa mascherina: arriva stretta anti-contagio

Più controlli alle frontiere, multe a chi non indossa mascherine dove necessario e test rapidi in arrivo.

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Più controlli alle frontiere, multe a chi non indossa mascherine dove necessario e test rapidi in arrivo.

Il governo sta preparando insieme alle Regioni, una stretta per contenere il contagio da rientro all’estero e sanzioni per chi non indossa le mascherine nei luoghi pubblici al chiuso. Inoltre, come riporta anche Il Sole 24 Ore, lo Spallanzani di Roma starebbe anche lavorando per introdurre dei test rapidi negli aeroporti. Si chiedono anche regole più severe per chi rientra dall’estero. 

Test negli aeroporti 

Per quanto riguarda gli aeroporti, si pensa di dotare le strutture di un test rapido per rilevare il virus in 20 minuti. Ovviamente l’affidabilità sarebbe leggermente più bassa rispetto al normale test ma servirebbe per affinare i controlli per coloro che giungono dall’estero. Lo stesso tipo di test potrebbe essere predisposto nelle stazioni. Ad intervenire in merito è stato Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, il quale ha specificato che “Il tema del possibile ingresso del virus da Paesi nei quali l’emergenza Covid è in una fase di crescita, compresi stati come la Romania e la Bulgaria, ci impone di intervenire nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie e anche di autobus per evitare che si imbarchino positivi o sintomatici”.

Multe per chi non indossa la mascherina e più controlli alle frontiere

Un altro punto riguarda le multe per chi non indossa la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Già in Campania, Vincenzo De Luca ha predisposto multe fino a mille euro per chi non la indossa dove è prevista e obbligatoria. Si pensa anche ai controlli alle frontiere. Almeno questo è stato previsto dal presidente del Friuli Massimiliano Fedriga, che ha chiesto l’aiuto dell’esercito per i controlli alla frontiere con la Slovenia.

Nel frattempo, secondo il virologo Andrea Crisanti, la seconda ondata del coronavirus potrebbe arrivare già a fine agosto.

Inizialmente si pensava che i problemi potessero tornare da ottobre o novembre ma secondo Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova, che ha rilasciato un’intervista al Messaggero, il rischio è ciò avvenga prima: Non so se possiamo definirla seconda ondata, ma mi sembra evidente che avremo una fine dell’estate molto impegnativa. Forse anche fine agosto. L’unica soluzione potrebbe essere applicare controlli seri alle frontiere e implementare il sistema di tracciamento del percorso di chi entra in Italia” e anche investire sui macchinari per i tamponi ha specificato. 

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