Tesla entra nello S&P 500 e gli investitori perdono soldi. Ecco cosa sta succedendo

L’ingresso di Tesla nell'S&P 500 è costato ad alcuni investitori ben 41 punti base dei loro portafogli, 410 euro ogni 100 mila euro investiti.

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L’ingresso di Tesla nell'S&P 500 è costato ad alcuni investitori ben 41 punti base dei loro portafogli, 410 euro ogni 100 mila euro investiti.

L’ingresso di Tesla nello S&P 500 è costato agli investitori oltre 45 miliardi di dollari da dicembre.

Il pioniere dei veicoli elettrici era già la settima società quotata al mondo quando è stato finalmente ammesso all’interno dell’indice S&P 500 alla fine del 2020, più di un decennio dopo essere entrato in altri indici come il Russell 1000.

Le azioni Tesla erano aumenta di ben il 764% nei 12 mesi precedenti a questo ingresso, per poi scendere nei sei mesi successivi. Parallelamente, il titolo che è dovuto uscire dallo stesso indice, Apartment Investment and Management (AIV), è cresciuto del 48%.

Tesla e lo strano fenomeno del ribilanciamento degli indici

Secondo Rob Arnott, presidente di RA, questo ribilanciamento è costato agli investitori 41 punti base dei loro portafogli.

“AIV ha superato Tesla con un margine enorme”, ha detto Arnott. “Un pensionato che, ad esempio ha acquistato delle quote di un ETF sull’S&P 500 per 100 mila dollari, senza questo bilanciamento avrebbe potuto guadagnare ben 410 dollari in più. Sfortunatamente, questo costo è totalmente inosservato perché è integrato nella performance dell’indice”.

Fenomeni di questo tipo, si sono già visti diverse volte. Circa il 65% dei nuovi entranti, scrive il Financial Times, vede i propri prezzi delle azioni salire tra il giorno in cui viene annunciata la loro imminente ammissione e il giorno in cui entrano effettivamente a far parte dell’indice.

Al contrario, circa il 60 per cento delle società che escono dall’indice perdono molto terreno nei giorni successivi all’annuncio.

Ad ogni modo, nei successivi 12 mesi i prezzi si muovono nella direzione opposta: le aggiunte in media sottoperformano l’indice, anche se di solo di un punto percentuale, ma i titoli che vengono sostituiti lo battono in media di quasi 20 punti.

 

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