Terza ondata di contagi ed effetto Yo-Yo sull’economia: sarà lockdown lungo

Buone notizie sul fronte dei vaccini contro il Covid, ma l'uscita dal tunnel non è vicina. Ci aspetta un lungo inverno.

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Non solo Pfizer-BioNTech. Ieri, anche Moderna ha annunciato risultati positivi dai test per il suo vaccino contro il Covid, risultato efficace nel 94,5% dei casi, più del 90% del colosso avversario. Si moltiplicano le probabilità di debellare la pandemia entro la fine del prossimo anno, ma non illudiamoci che siamo prossimi a vedere la luce in fondo al tunnel. In un’intervista al Bild am Sonntag, domenica scorsa il ministro dell’Economia tedesco, Peter Altmaier, ha avvertito che se la Germania non vorrà fare la fine della Francia, con 50 mila contagi al giorno, non può permettersi un allentamento delle restrizioni.

Il ministro paventa il rischio non solo di un numero elevato di vittime, ma anche di un andamento dell’economia come uno “yo-yo”, cioè una sorta di ripresa a W, che vedrebbe alternate fasi di forte ripresa a fasi di ricaduta veloce nella crisi. Del resto, nelle scorse settimane la cancelliera Angela Merkel aveva messo in guardia del fatto che stiamo entrando in un inverno lungo. Da qui ai prossimi 6-8 mesi il vaccino non ci sarà, se non disponibile in poche dosi. E tra cinque settimane arriva il Natale, un momento che dai virologi ai governi, passando per le famiglie, tutti attendono, pur per motivi diversi. Dopo un anno così difficile e con lockdown parziali o totali ormai imposti quasi in tutta Europa per via della seconda ondata di contagi, le festività vengono viste per molti come occasione per vivere un minimo ritorno alla normalità insieme a parenti e amici. La pensano all’esatto opposto i medici, che vorrebbero che i governi imponessero restrizioni ancora più dure durante le feste, temendo che da gennaio rischiamo di precipitare in una terza ondata.

Accadde anche con l’influenza spagnola. La seconda ondata provocò il quintuplo delle vittime della precedente, mentre la terza si mostrò meno grave, ma pur sempre più micidiale della prima.

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Lockdown lunghi o alternati contro la terza ondata?

I governi si trovano dinnanzi a un dilemma: estendere i lockdown fino all’arrivo della primavera inoltrata, quando il rialzo delle temperature frenerà i contagi, oppure rianimare le economie con un allentamento delle restrizioni sotto Natale? In questa seconda ipotesi, le chiusure rimarrebbero fino a poco prima delle feste, verrebbero sospese parzialmente tra dicembre e gennaio e riattivate dopo l’Epifania. E così si andrebbe avanti fino ad aprile-maggio, quando la disponibilità del vaccino sarebbe più capillare. Il rischio consisterebbe, però, nel creare le condizioni per una ripresa dei contagi già a inizio 2021, tale da colpire le economie e indurre al pessimismo famiglie e imprese.

L’alternativa sarebbe dolorosa: lockdown lungo fino alla tarda primavera, chiaramente non inteso nella sua accezione estrema come a marzo-maggio di quest’anno. L’economia soffrirebbe parecchio da qui ai prossimi mesi e molte imprese e attività commerciali chiuderebbero, così come molte famiglie rimarrebbero senza lavoro e bisognose di assistenza. In cambio, la pandemia verrebbe sradicata una volta per tutte e l’economia potrebbe ripartire senza più timori di una nuova ondata di contagi e di ulteriori lockdown.

Capite bene che ragioni di realismo politico indurrebbero i governi ad optare per l’ipotesi di lockdown alternati a fasi di riapertura, ma il timore per le conseguenze cresce in tutte le capitali. Se a Natale vi fosse anche solo la percezione di un libera tutti come in estate, da gennaio potrebbero rendersi necessarie chiusure totali. Di questo hanno paura un po’ tutti i governi, che non a caso, ad eccezione della Francia, non hanno ancora optato per il ripristino dei lockdown come nella primavera scorsa, intuendo che la strada contro il Covid non sarà breve e che bisognerà dosare bene le misure, evitando di sparare tutte le munizioni disponibili subito, sfinendo le popolazioni quando ancora sarà necessario intervenire con ulteriori strette.

Non illudiamoci con le buone notizie sui vaccini.

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