Terremoto call center: Google Duplex manderà a casa tutti i lavoratori in futuro?

Google Duplex, il robot che riesce a gestire chiamate e fare prenotazioni al nostro posto rivoluzionerà il mondo del lavoro?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Google Duplex, il robot che riesce a gestire chiamate e fare prenotazioni al nostro posto rivoluzionerà il mondo del lavoro?

Al Google I/O di recente tenutosi a Mountain View, il colosso statunitense ha presentato al mondo Google Duplex, il robot che grazie alla più moderna intelligenza artificiale riesce a gestire chiamate e fare prenotazioni al nostro posto, senza che l’interlocutore dall’altra parte del telefono si accorga di tenere una conversazione con un robot. In questi giorni si parla tanto dell’ordine di una pizza effettuato da Google Duplex, oltre alle innumerevoli parodie che negli Stati Uniti stanno letteralmente impazzendo. In realtà, non tutti ridono. Prendi, ad esempio, i lavoratori dei call center. Perché se 1+1 fa 2, con ogni probabilità gli effetti devastanti della rivoluzione portata dal nuovo robot di Google, espressione perfetta del livello di intelligenza artificiale raggiunto dalla società americana, avranno una diretta conseguenza sul lavoro nei call center. Evidentemente, nel prossimo futuro nulla sarà come oggi.

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Lavoratori call center in Italia

La posizione di coloro che lavorano dentro i call center italiani è emblematica, in quanto essi rappresentano il simbolo del precariato nel nostro Paese. Va da sé che un sempre più probabile ingresso di Google Duplex all’interno dei call center potrebbe risultare letale per tutte quelle persone che oggi hanno come unica prospettiva lavorare nella struttura preposta per la gestione delle chiamate da parte di una determinata azienda. Il pericolo è concreto. Secondo il sindacalista Francesco Giuseppe, intervistato dall’agenzia Agi, le istituzioni italiane dovrebbero realizzare una regolamentazione ad hoc, in grado di evitare che l’implementazione dell’intelligenza artificiale si scarichi quasi esclusivamente sui centralinisti. Un altro interessante punto di vista è quello espresso da Maurizio Del Conte (Presidente dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), anche lui intervistato dall’Agi. Del Conte sottolinea come sia fondamentale per l’Italia accettare la sfida dell’automazione, iniziando però fin da subito a formare le persone, in modo che si crei “lavoro nuovo e più qualificato”.

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Argomenti: Economia Italia, Social media e internet