Telefonia: i costi nascosti e le trappole degli operatori che fanno lievitare le tariffe

Da un'indagine di Altroconsumo sono emersi i costi nascosti degli operatori telefonici, quelli che ci vengono spesso omessi, solo Fastweb si distingue.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Da un'indagine di Altroconsumo sono emersi i costi nascosti degli operatori telefonici, quelli che ci vengono spesso omessi, solo Fastweb si distingue.

Diciamo che non c’è pace per gli operatori telefonici in questo periodo. Dopo la notizia del ritorno alla fatturazione mensile e le proteste delle associazioni dei consumatori per via dei rimborsi e gli aumenti delle tariffe, ora un’inchiesta di Altroconsumo ha svelato che le offerte telefoniche a tariffa fissa, proposte dagli operatori, sono pieni di costi occulti, servizi che nessuno ha richiesto. Da qui è nata una segnalazione all’Agcom e all’Antitrust.

Quali costi occulti

Quante volte vi sarà capitato di sottoscrivere un contratto telefonico con Vodafone, Tim, Wind 3 e Fastweb? Si firma senza pensare a quello che questi contratti possono nascondere. Si tratta perlopiù di costi occulti a cui nessuno fa caso. Tra questi, ad esempio, il servizio “ti ho cercato” oppure la segreteria telefonica, i costi di attivazione e quelli per il rinnovo. In altri, addirittura, c’è anche il balzello dell’antivirus. Si tratta di costi occulti perché non esplicitati chiaramente ma che fanno lievitare la bolletta mensile se non li si disattiva subito.

Così, dopo la bega sugli aumenti pari a 8,6% (la maggior parte degli utenti avrà ricevuto il messaggio con la data del ritorno alla bolletta mensile e la postilla sul rincaro, anche se, a loro dire, alla fine dell’anno pagheremo la stessa cifra versata con quella a 28 giorni), per i Telco ecco l’ennesimo problema relativo ai costi nascosti. La ricerca di Altroconsumo ha confermato ciò che noi tutti, in parte, ci aspettavamo. Le offerte telefoniche sono piene di costi segreti riferiti a servizi pre-attivati nelle sim. Tutto ciò è emerso dopo un’indagine svolta in alcuni punti vendita a Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli e la conseguente segnalazione all’Agcom. Solo dopo l’arrivo della bolletta l’utente si accorge dei costi totali che, secondo Altroconsumo, farebbero lievitare di qualche euro il totale, questo non è giusto perché l’utente dovrebbe essere subito a conoscenza dei costi nascosti per poterli disattivare nell’immediato e non dopo.

Gli operatori che “nascondono più costi”

L’indagine si è svolta mandando un rappresentante dell’associazione, che fingendosi cliente ha chiesto il cambio operatore tenendo in considerazione un determinato tipo di offerta con pochi sms e 1 giga per navigare ma gli addetti hanno proposto piani con minuti illimitati e tanti giga: “Nei punti vendita ci sono stati pochi sforzi per adeguare la proposta alle esigenze del cliente, tanti per occultare i costi dei servizi attivati preventivamente sulle sim, lasciando l’utente alla propria esperienza e al proprio credito residuo. Sono i costi extra soglia, quelli su cui gli addetti preferiscono glissare più frequentemente. I negozi che non li menzionano, neanche quando si fa riferimento a possibili spese aggiuntive, sono quasi tutti: 48 su 50. Emerge la scarsa trasparenza di tutti gli operatori, Tim, Wind 3, Fastweb, Vodafone. Anche se alcuni nascondono più costi di altri” ha dichiarato Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne dell’associazione consumatori, a La Repubblica.

Secondo Altroconsumo, la compagnia Fastweb è quella con meno costi nascosti, un 10% ha taciuto quello di attivazione mentre tutti gli operatori hanno omesso i costi extrasoglia. Per quanto riguarda Wind sono stati omessi il costo del piano tariffario, recesso anticipato e un’alta percentuale anche il costo dell’sms “chiamami” e segreteria. Stesso costo, quest’ultimo, taciuto da 3 Italia, accompagnato dal costo dell’sms “ti ho cercato” e il recesso anticipato. Per quanto riguarda Tim, invece, sono stati nascosti il costo di base Prime GO e Lo sai e chiama ora nonché della segreteria telefonica mentre per Vodafone la totalità ha omesso il costo del recesso anticipato e del numero per il controllo del credito, un’alta percentuale quello della segreteria, il servizio “chiamami” ed extrasoglia, senza contare l’antivirus e l’opzione per il piano tariffario. La ragione di tutto ciò è aumentare il costo delle tariffe per recuperare i guadagni conseguenti alla stagione degli sconti.

Aggiornamento: Fastweb ha inviato una nota per precisare la sua posizione in merito all’indagine dei costi nascosti “Fastweb accoglie con estremo favore l’inchiesta pubblicata oggi da Altroconsumo che fa definitivamente luce sul problema dei costi nascosti nella telefonia mobile. La società apprezza in modo particolare che il lavoro di approfondita analisi sulle politiche di prezzo dei vari operatori condotto da Altroconsumo riconosca a Fastweb di aver “meritoriamente reso gratuiti servizi che gli altri operatori fanno pagare”  e di “aver dato un taglio netto al sottobosco dei costi nascosti”. Rileviamo che, in merito ai costi di attivazione, ci viene erroneamente attribuito un costo di attivazione pari a 5 euro. Si tratta in realtà del costo fisico della SIM, un costo dichiarato in tutta la comunicazione commerciale e che viene applicato da tutti gli operatori. A differenza degli altri Fastweb non applica alcun costo addizionale per l’attivazione di suddetta SIM.”

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici, Servizi pubblici

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