Tassi USA, vediamo le attese su cosa dirà la Yellen domani

Atteso il board della Fed: domani vedremo se i tassi USA saranno alzati a giugno o meno. Si coglierà dal linguaggio del governatore Janet Yellen e dal comunicato ufficiale dell'istituto.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Atteso il board della Fed: domani vedremo se i tassi USA saranno alzati a giugno o meno. Si coglierà dal linguaggio del governatore Janet Yellen e dal comunicato ufficiale dell'istituto.

Si riunisce oggi e domani il Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, che culminerà domani pomeriggio (ore 19.30 in Italia) con una conferenza stampa del governatore Janet Yellen sull’ultima decisione in tema di tassi e con le nuove proiezioni sull’economia USA. Si tratta di un appuntamento molto importante, perché se da un lato è certo che non sarà annunciato alcun rialzo dei tassi, dall’altro il comunicato della Fed e la conseguente conferenza stampa della Yellen saranno decisivi per capire se e come muterà il linguaggio e quali tempi si prospettano per la prima stretta monetaria in America dal 2006. Dopo un lunghissimo periodo eccezionalmente lungo di tassi nel range 0-0,25%, l’istituto potrebbe segnalare che è arrivato il tempo di alzare il costo del denaro. Gli analisti non hanno dubbi che ciò accadrà quest’anno, molto probabilmente entro l’estate. Si tratterà solo di vedere se sarà o meno a giugno. Tutto dipende da una parola, “paziente”. Questo termine è stato inserito nel comunicato di dicembre al posto di “considerable time” (“tempo considerevole”), quando la Yellen volle informare i mercati che non sarebbe più trascorso un lasso di tempo considerevole per il primo rialzo dei tassi, ma al contempo che non intendeva avere fretta, ovvero che sarebbe rimasta paziente sull’avvio della stretta.   APPROFONDISCI – Tassi USA, le nuove previsioni dopo i dati sulla disoccupazione di febbraio  

I tempi della stretta

Stando a quanto accade anche nel 2004, la Fed impiegherebbe due board per alzare i tassi, dopo avere eliminato il termine “paziente”. Se domani sera, quindi, non lo troveremo nel comunicato, ciò segnalerà che con ogni probabilità i tassi saranno alzati a giugno, anche se il governatore ha voluto ribadire in audizione al Congresso USA a febbraio che nulla sarebbe automatico. L’approccio che l’istituto utilizzerà nei prossimi mesi sarà “data-dependent”, nel senso che non esisterebbe un percorso prefissato per le mosse di politica monetaria, ma ciascuna tappa sarà intrapresa sulla base dell’evoluzione dell’economia americana. A tale proposito, gli ultimi indicatori sfornati in questi giorni negli USA dipingerebbero in quadro meno roseo di quanto immaginassimo, ad eccezione della disoccupazione, che continua a scendere.   APPROFONDISCI – Tassi USA, le nuove attese sulla Fed dopo gli ultimi dati economici   Domani sera, la Yellen pubblicherà anche gli aggiornamenti trimestrali sulle previsioni economiche, essenzialmente su pil e inflazione, dalle quali avremo modo di verificare se la Fed si attende che la ripresa in America sarà solida e se l’inflazione si riporterà al target del 2%, che non viene centrato da ben 33 mesi. Tuttavia, con ogni probabilità, quali che siano le variazioni sulle attese macro-economiche, ciò non avrà effetti sulla tempistica dell’avvio della stretta, bensì sul ritmo con cui saranno eseguiti i successivi rialzi dei tassi. La vera preoccupazione del governatore sta, infatti, in quel forte apprezzamento del dollaro, salito mediamente ai massimi degli ultimi 12 anni contro le altre valute. Non solo potrebbe affievolire la ripresa, attraverso un contraccolpo negativo sulle esportazioni, ma potrebbe provocare uno scivolamento verso la deflazione, tramite il minore costo dei beni importati. Nell’uno e nell’altro caso, la Yellen non lo consentirà mai, sia perché deve difendere per mandato la stabilità dei prezzi e la solidità del mercato del lavoro, sia per le sue spiccate sensibilità su questi temi, essendo la più “colomba” tra le colombe del board.   APPROFONDISCI – Tassi USA, arrivano segnali di una stretta a giugno. Ecco le ultimissime novità

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Argomenti: Fed