Disoccupati USA 96 milioni? Ecco come Trump diventa amico inatteso della Fed

L'amministrazione Trump potrebbe paradossalmente sostenere la linea accomodante della Federal Reserve sui tassi USA sui dati del lavoro. Ecco i numeri citati dal nuovo presidente americano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'amministrazione Trump potrebbe paradossalmente sostenere la linea accomodante della Federal Reserve sui tassi USA sui dati del lavoro. Ecco i numeri citati dal nuovo presidente americano.

Vi ricordate la vittoria a sorpresa di Donald Trump alle elezioni USA dell’8 novembre scorso? Pure noi di Investire Oggi siamo stati tra quanti hanno scritto che l’arrivo alla presidenza del candidato repubblicano avrebbe potuto provocare uno scontro così forte con la Federal Reserve, da indurre alle dimissioni il governatore Janet Yellen. Il tycoon l’ha accusata apertamente in campagna elettorale di alimentare una bolla finanziaria pericolosissima con la sua politica dei tassi zero e al solo fine di aiutare l’amministrazione Obama, in affanno altrimenti sull’economia, tanto da avere invocato un’inchiesta sull’operato dell’istituto di questi anni. (Leggi anche: Elezioni USA: vittoria Trump e dimissioni Yellen?)

Quello che la Yellen non si sarebbe potuta aspettare è che alcune argomentazioni del presidente s’inquadrano non solo nel solco della sua visione applicata alla gestione della politica monetaria dall’inizio del mandato di tre anni fa, ma ne rappresentano persino un’estremizzazione.

Qual è il vero numero dei disoccupati americani?

Di cosa parliamo esattamente? Del mercato del lavoro. La Fed ha un doppio mandato: perseguire la stabilità dei prezzi, ma anche la piena occupazione. Il primo obiettivo consiste in un’inflazione tendenziale del 2%, il secondo in un tasso di disoccupazione, che stando all’istituto dovrebbe attestarsi intorno al 4,5% per definire il mercato del lavoro “in piena occupazione”.

In teoria, l’economia americana sarebbe già in piena occupazione, registrando un tasso di disoccupazione intorno al target. Tuttavia, la Yellen ha sin dal suo esordio come governatore comunicato di attenersi a un paniere più ampio di indicatori per valutare il reale stato di salute del mercato del lavoro, ad esempio, monitorando anche il numero degli occupati part-time involontari (chi lavoro a tempo parziale, pur volendo lavorare a tempo pieno), e i cosiddetti “scoraggiati”, ovvero quanti non cercano lavoro, perché non avrebbero nemmeno la speranza di trovarlo. (Leggi anche: Yellen: ancora troppi disoccupati negli USA)

 

 

 

 

Per Trump ci sarebbero 96 milioni di disoccupati

Il tasso di disoccupazione reale, secondo la Yellen, sarebbe superiore e l’indice U-5 utilizzato per calcolarlo lo stimerebbe dell’1% più elevato di quello ufficiale. Bazzecole, rispetto al pensiero del presidente Trump, che stima in 96 milioni gli americani disoccupati, un numero, che se rapportato a quello della popolazione adulta, esiterebbe un tasso di disoccupazione superiore al 40%.

Perché la visione di Trump sui numeri del mercato del lavoro va inaspettatamente incontro alla Yellen? E’ evidente che dichiarare ufficialmente che in America “i senza lavoro sono 96 milioni di persone” spinge la Fed a restare cauta in merito alla stretta monetaria, alzando i tassi USA a un ritmo meno veloce di quanto altrimenti sarebbe tenuta a fare, evitando di creare pressioni rialziste sul dollaro, definito “eccessivamente forte” sia da Trump, sia dal suo segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. (Leggi anche: Lavoro USA, 27 milioni di occupati in meno dal 2000)

Così Trump agevola il lavoro della Yellen

E’ evidente che sul piano ufficiale, la Yellen non avallerà mai la tesi, secondo cui il tasso effettivo di disoccupazione sarebbe così alto, ma può fare leva più che in passato sul calo del tasso di occupazione, che all’inizio del Millennio era ancora sopra il 67% e che oggi supera appena il 62%, scendendo ai livelli più bassi degli ultimi 40 anni. D’altronde, se anche la nuova amministrazione spiega che i disoccupati sarebbero troppi, come alzare ancora i tassi USA con leggerezza? (Leggi anche: Tassi USA, fino a quale livello saliranno)

I numeri citati da Trump ci suggeriscono anche che è su quelli che il presidente misurerà il successo del suo mandato, ovvero se sarà in grado di diminuire i 96 milioni di senza lavoro, potendo segnalare all’America di averla resa “di nuovo più grande”.

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Argomenti: Economia USA, Fed, Presidenza Trump, super-dollaro, tassi USA