Tassi USA, ma i mercati hanno capito che ad aprile arriva la stretta?

I mercati sono molto tonici per il comunicato della Fed sui tassi USA, ma dal testo e dalle dichiarazioni del governatore Janet Yellen emergerebbe la volontà di alzarli prima di quanto essi forse non si aspettino, anche se la stretta monetaria sarà graduale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Tassi USA alzati già in aprile?Al termine della riunione di due giorni del Fomc, la Federal Reserve ha emesso un comunicato, ieri sera, nel quale si dice “paziente” con riguardo ai tempi di un ritorno alla normalità monetaria degli USA. Al tempo stesso, è scritto che ciò sarebbe coerente (“consistent”) con il “considerable time” (tempo considerevole), l’espressione inserita per ben 18 volte nei precedenti comunicati. L’effetto di questi due espressioni nel testo del comunicato della Fed è stato quello di generare confusione, come hanno ammesso diversi analisti, tanto che il quadro è stato più chiaro solo con la conferenza stampa del governatore Janet Yellen, la quale ha messo le cose in chiaro: i tassi USA saranno alzati l’anno prossimo, anche se non c’è fretta sui tempi. E almeno fino al 2017 non ci sarà del tutto un ritorno alla normalità monetaria.   APPROFONDISCI – La Fed riunita discute di tassi, crescita e inflazione USA. Cosa dirà stasera la Yellen?   In altri termini, la banca centrale americana ha ribadito quello che sappiamo da mesi, ovvero che i tassi saranno alzati nel 2015 e che la tempistica esatta dipenderà dall’evoluzione dei dati economici USA. Non si spiega, quindi, la reazione di Wall Street, dove gli indici hanno segnato rialzi tra l’1,7% e il 2,2%. La stessa Tokyo stamane ha messo a segno un rialzo del 2,3%. Due le cose: o gli investitori non hanno ben compreso il senso del messaggio del board o si attendevano un rialzo imminente dei tassi. La confusione generata dal comunicato potrebbe essere il riflesso del tentativo della Fed di evitare che l’inserimento del termine “paziente” lasciasse intendere ai mercati che i tassi saranno alzati prestissimo. Inoltre, ben tre membri del Fomc si sono espressi contro: il governatore della Fed di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, quello di Philadelphia, Charles Plosser e di Dallas, Richard Fisher. Il primo, perché ritiene che la decisione crei rischi al ribasso per il target d’inflazione al 2% e per la stessa credibilità dell’istituto; il secondo non avrebbe voluto che fosse inserito il riferimento al “considerable time” dei comunicati precedenti; il terzo, perché crede che i dati macro-economici non giustificherebbero il rinvio di un aumento dei tassi. Lo scontro tra “falchi” e “colombe” in seno all’istituto sta crescendo e la Yellen deve sempre più tenerne conto.   APPROFONDISCI – Paul Krugman si appella alla Fed: non alzate i tassi, l’America è in depressione  

Stretta tra aprile e giugno?

Tornando al comunicato, il termine “paziente” è stato inserito l’ultima volta nel marzo del 2004. La Fed lo aveva scritto anche nel comunicato di gennaio di quell’anno, mentre a giugno del 2004 vi era stato un rialzo dei tassi. Dunque, quanto accaduto ieri ci indurrebbe a ritenere che i tassi in America non saranno alzati né a gennaio, né a marzo, ma probabilmente lo saranno ad aprile e molto probabilmente a giugno. I tempi sono quelli già previsti da buona parte degli analisti, anzi il comunicato lascerebbe pensare che vi potrebbe essere un anticipo di qualche mese, rispetto alla tendenza generale a credere che non ci sarà una stretta monetaria prima della metà dell’anno.   APPROFONDISCI – Finisce l’era del QE e la Yellen sorprende ancora. Ad aprile il primo rialzo dei tassi USA?   Le stesse previsioni della Fed confermano questa tesi, quando stimano che la disoccupazione USA scenderà al 5,2-5,3% nell’ultimo trimestre del 2015 dal 5,8% dello scorso mese. Ricordiamo che la Fed ha come riferimento per la piena occupazione un target tra il 5,2% e il 5,5% di disoccupazione. E lo stesso istituto ritiene che il calo atteso dell’inflazione, per via del crollo dei prezzi energetici, sia temporaneo. Anche il fatto che non sia stata data enfasi a questo aspetto sarebbe la prova della volontà di alzare presto i tassi. Semmai, sono state abbassate le attese per i prossimi anni. Alla fine del 2015, il livello medio dei tassi atteso è dell’1,125% dall’1,375% delle stime di settembre. Si attendono che si porteranno al 2,5% alla fine del 2016 e al 3,625% alla fine del 2017.   APPROFONDISCI – La Fed manterrà toni accomodanti? Tra fine del QE, economia e tassi, ecco le attese  

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Argomenti: Fed

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