Tassi USA, Deutsche Bank accusa la Fed: misurate l’inflazione in modo sbagliato

La Fed starebbe misurando l'inflazione USA in maniera errata. Lo spiega il capo-economista della Deutsche Bank, secondo cui i tassi dovrebbero essere più alti.

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La Fed starebbe misurando l'inflazione USA in maniera errata. Lo spiega il capo-economista della Deutsche Bank, secondo cui i tassi dovrebbero essere più alti.

Se la Federal Reserve misurasse l’inflazione correttamente negli USA, i tassi sarebbero oggi certamente più alti del range 0-0,25% attuale, “i tassi zero sarebbe roba del passato”. Lo afferma il capo-economista di Deutsche Bank, Joe Lavorgna, che spiega come la Fed starebbe commettendo un grave errore di misurazione della crescita dei prezzi, monitorando il Personal Consumption Expendituresa, anziché il Consumer Price Index. Potrebbe sembrare roba tecnica, ma le critiche di Lavorgna appaiono tutt’altro che disquisizioni per economisti. Egli espone 6 tesi per spiegare come il governatore Janet Yellen starebbe sotto-stimando l’inflazione, per cui rischia di mantenere i tassi a zero per un periodo molto più lungo di quanto non sarebbe necessario e che quando dovesse cercare di correggere l’errore, potrebbe essere costretta a una stretta monetaria abbastanza veloce e dannosa per l’economia americana.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/tassi-usa-se-la-fed-non-li-alza-stasera-sara-un-brutto-segnale/  

Gap tra misure inflazione USA destinato forse ad ampliarsi

Al momento, l’economista nota come il CPI indichi che negli USA i prezzi crescerebbero tendenziale di quasi il 2%, ossia in linea con il target della Fed, mentre secondo il PCE si avrebbe un aumento su base annua inferiore all’1,5%. Questo gap, spiega, è destinato a rimanere invariato o, addirittura, ad allargarsi nei prossimi trimestri. Se così fosse, l’errore dell’istituto avrebbe conseguenze sempre più gravi. Ma perché il CPI dovrebbe essere preferibile al PCE come metodo di rilevazione dell’inflazione? In fondo, all’inizio del Millennio era stato l’allora governatore Alan Greenspan a propendere per il secondo, in quanto strumento più “flessibile” di misurazione dell’inflazione. Lavorgna eccepisce che il primo misura l’aumento dei prezzi, mentre il secondo segnala la variazione dei prezzi subita dalle famiglie, sulla base dei loro consumi, costantemente revisionati.

Ma è chiaro, spiega, che un consumatore che goda della possibilità di scegliere tra beni sostituti, opti per quello relativamente più economico, sulla base di come si siano mossi i prezzi.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/tassi-usa-la-cina-allontana-la-stretta-e-il-mercato-crede-al-rinvio/  

Troppe discrepanze e il rischio di un errore madornale nella politica monetaria

In altri termini, il PCE indicherebbe sempre un’inflazione più bassa di quella reale, perché ingloberebbe la reazione dei consumatori all’aumento dei prezzi. Inoltre, sempre Lavorgna, pone l’accento sul fatto che il CPI assegni maggiore peso alle spese relative alla casa, mentre il PCE da maggiore importanza alle cure mediche. Ma gli americani dedicano una porzione maggiore del loro reddito alle prime, per cui la misura dell’inflazione ne risulta distorta. A differenza del CPI, il PCE include anche i beni e i servizi acquistati dalle organizzazioni no-profit, il cui impatto sul costo della vita per le famiglie è irrilevante. Dunque, l’inflazione sarebbe già da tempo in linea con il target del 2% fissato dalla Fed; semplicemente, la Yellen e il suo board guardano a dati distorti e non avrebbero la misura esatta dell’andamento dei prezzi in America. Una critica non nuova rivolta alla banca centrale USA, tanto che già nel 2013 il governatore della Fed di St.Louis, James Bullard, fece notare come il governo federale usi il CPI per rivalutare i benefici della Social Security. Insomma, ci sarebbe una forte discrepanza tra la Fed e lo stesso mercato, con quest’ultimo a misurare le aspettative d’inflazione, basandosi proprio sul CPI.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/fed-bullard-il-rialzo-dei-tassi-usa-probabile-a-settembre-giu-i-treasuries/

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