Profughi, case e tassi negativi sono miscela esplosiva in questo paese

Emergenza immobiliare in Svezia, dove ormai esplodono senza sosta i prezzi delle case e non si trova dove alloggiare. Tassi negativi, profughi e poche costruzioni stanno creando un mix insostenibile.

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Emergenza immobiliare in Svezia, dove ormai esplodono senza sosta i prezzi delle case e non si trova dove alloggiare. Tassi negativi, profughi e poche costruzioni stanno creando un mix insostenibile.

Il governo di centro-sinistra del premier Stefan Loefven, di recente in visita in Italia, ha modificato in alcuni punti e in senso restrittivo la legge sulla richiesta di asilo politico, limitando i ricongiungimenti familiari e introducendo il permesso di soggiorno provvisorio, al posto di quello permanente. Più che una scelta politica, quella della Svezia è stata una vera necessità. Forse in pochi sanno, infatti, che in questo paese scandinavo, simbolo di benessere diffuso, equità sociale ed efficienza nei servizi pubblici, si respira da tempo un clima molto teso, che qualcuno ha, esagerando, definito prodromico di una guerra civile.

E sapete qual è oggi la maggiore preoccupazione di una famiglia svedese? La casa. Non si trova. Lo scorso anno, ha fatto scalpore la notizia che nella capitale Stoccolma, più di un immobile su quattro venduto aveva trovato un acquirente prima ancora che fosse pubblicato l’annuncio. C’è fame di case in Svezia, dove la popolazione di 10 milioni di abitanti cresce, mentre l’offerta abitativa resta quasi invariata.

Emergenza case Svezia

E contrariamente alle differenze spesso riscontrate tra destra e sinistra negli altri paesi, qui non ve n’è alcuna sulla presa d’atto che serve costruire di più. Il governo in carica rivendica che le costruzioni di nuove case sono quest’anno a livelli record, peccato che restano inferiori alla metà di quelle necessarie per fronteggiare la domanda e ad appena l’1% dello stock immobiliare.

Negli ultimi 20 anni, i prezzi delle case in Svezia sono più che triplicati, facendo esplodere l’indebitamento delle famiglie, pari oggi al 180% del loro reddito medio disponibile, tra i più alti al mondo; percentuale che sale al 500% nella capitale.

 

 

 

Tassi Svezia negativi

Cosa sta accadendo di ancora più negativo in questa fase? Che alle prese con il rischio deflazione, il governatore della Riksbank, Stefan Ingves, ha tagliato i tassi al record minimo del -0,50%, ma così facendo sta ponendo le basi per un surriscaldamento ancora maggiore dei prezzi degli immobili, a causa dell’incentivo per le famiglie di contrarre un mutuo a costi bassissimi.

A tutto questo si aggiunge l’allarme profughi. Lo scorso anno, qui sono arrivati la bellezza di 163 mila richiedenti asilo, molti dei quali non hanno trovato letteralmente posto dove alloggiare, contribuendo ad aggravare la crisi abitativa. Il governo sta fiutando l’allarme, ma non riesce a smuovere granché le acque, anche perché risulta molto impopolare il taglio proposto delle generose detrazioni fiscali concesse sui mutui, che ne tengono elevata la domanda.

Sta di fatto che nelle principali città del paese – Stoccolma, Gothenburg e Malmo – si possono trascorrere anni per trovare un’abitazione da prendere in affitto, tempi biblici, che stanno spingendo persino le aziende straniere a minacciare a malincuore di abbandonare la Svezia per l’impossibilità materiale di operare.

 

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