Tassi Fed, le colombe alzano la voce e la stretta a giugno negli USA si allontana

Dentro la Fed si alzano le voci dei contrari a un rialzo dei tassi USA a giugno dopo il dato deludente dell'occupazione a marzo. La stretta monetaria è rinviata?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dentro la Fed si alzano le voci dei contrari a un rialzo dei tassi USA a giugno dopo il dato deludente dell'occupazione a marzo. La stretta monetaria è rinviata?

Nonostante l’economia americana sia in evidente ripresa, il dato di marzo, quando sono stati creati “solo” 126 mila posti di lavoro contro il doppio atteso, starebbe spingendo la Federal Reserve verso posizioni più accomodanti. Se fino a pochi giorni fa sembrava prevalere la tesi di un rialzo dei tassi a giugno, il primo dal 2006, adesso il governatore Janet Yellen potrebbe decidersi per un rinvio della stretta monetaria di qualche mese.   APPROFONDISCI – USA, occupazione a marzo molto peggio delle attese. Segnale negativo per i tassi Fed  

Tassi Fed: dubbi dentro l’istituto

Il governatore della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart, ha dichiarato nelle scorse ore che il rialzo dei tassi lo vedrebbe tra luglio e settembre, pur non escludendo giugno, cioè dopo i prossimi due incontri del Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed. Anche se il dato di marzo è stato deludente, Lockhart ribadisce che stiamo parlando pur sempre di un mese e che esso possa essere coerente con un rallentamento della crescita nel primo trimestre, in parte legato a condizioni temporanee, come le avverse condizioni meteo, in parte a fattori più strutturali, come il rafforzamento del dollaro e il calo del prezzo del petrolio.   APPROFONDISCI – USA, dal mercato immobiliare segnali positivi per la Fed: il rialzo dei tassi sarà presto   Allo stesso tempo, il governatore della Fed di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, ritiene che non ci sarebbe alcuna fretta di alzare i tassi, dato che non sono stati ancora centrati gli obiettivi dell’inflazione e dell’occupazione. Addirittura, il membro del Fomc ritiene che la stretta monetaria dovrebbe essere avviata nella seconda metà del 2016 per arrivare gradualmente al 2% alla fine del 2017, in modo che il mercato del lavoro torni alle condizioni del 2006. A questo punto, dovremo attendere la riunione di fine aprile per verificare l’atteggiamento della Fed, dopo la pubblicazione degli ultimi dati economici, che complessivamente segnalerebbero un indebolimento della ripresa economica dell’America, per quanto in parte dovuta più a fattori contingenti. Il mercato sembrerebbe credere al rinvio o alla decelerazione della stretta, se è vero che in meno di 3 settimane il dollaro ha perso il 4,5% contro l’euro, scendendo dai massimi degli ultimi 12 anni.   APPROFONDISCI – Cambio euro-dollaro, le nuove previsioni e perché il mercato starebbe esagerando  

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Argomenti: Fed