Tassi Fed, il rialzo a giugno resta probabile dopo i dati USA sui sussidi e le costruzioni

Il rialzo dei tassi USA da parte della Fed a giugno sembra molto probabile, seppure non scontato, anche dopo i dati economici deludenti di oggi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rialzo dei tassi USA da parte della Fed a giugno sembra molto probabile, seppure non scontato, anche dopo i dati economici deludenti di oggi.

Il Dipartimento del Lavoro di Washington ha comunicato che nella settimana conclusasi l’11 aprile scorso, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione negli  USA sono cresciute di 12 mila unità sui 7 giorni precedenti a 294.000 unità. Il dato è nettamente peggiore delle attese, che erano per un calo a 280.000 unità. E a marzo, secondo il governo americano, i nuovi cantieri sono aumentati del 2% (dato destagionalizzato) a 926.000 unità, mentre il numero dei permessi edilizi è diminuito del 5,7%. Gli analisti si aspettavano un rimbalzo del 15,9% dei cantieri, dopo il -15,3% accusato in febbraio, e un calo più contenuto dei permessi edilizi. Rispetto allo stesso mese del 2014, i nuovi cantieri sono diminuiti del 2,5% e i permessi edilizi sono cresciuti del 2,9%. Resta il fatto che per la sesta settimana consecutiva si è registrato un numero di richieste di sussidi di disoccupazione inferiore alle 300.000 unità e che il numero dei beneficiari risulta il più basso degli ultimi 15 anni, a conferma della solidità della ripresa del mercato del lavoro in America. A marzo, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%.   APPROFONDISCI – Petrolio, le quotazioni potrebbero crollare per lo scontro dentro l’OPEC e con gli USA  

Tassi USA: rialzo a giugno?

I dati, pur prestandosi a una doppia lettura, non dovrebbero mettere in forse il rialzo dei tassi Fed, perché come abbiamo più volte evidenziato, il governatore Janet Yellen potrebbe preferire di gran lunga uno scenario per cui la stretta monetaria inizi a metà anno e semmai proceda a un ritmo più lento che in passato,  al fine di evitare un’eccessiva divaricazione con l’impostazione della BCE, che sarà ultra-accomodante da qui ai prossimi 2 anni. Il governatore della Fed di St.Louis, James Bullard, ha chiesto ieri che si proceda al più presto a un aumento dei tassi, in previsione di un “boom” dell’economia americana, attesa crescere del 3% nel medio termine, un ritmo giudicato dal banchiere più che soddisfacente. Lo stesso stima un calo della disoccupazione già quest’anno sotto il 5% e al 4% nel medio termine.   APPROFONDISCI – Tassi USA: la Fed teme il super-dollaro, ma la stretta a giugno resta probabile    

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Argomenti: Fed