Tassi Fed, ecco perché dopo i dati sul lavoro USA la stretta può arrivare in estate

Scende ancora la disoccupazione negli USA in aprile, tanto che non si può escludere che il rialzo dei tassi avvenga già in estate.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Scende ancora la disoccupazione negli USA in aprile, tanto che non si può escludere che il rialzo dei tassi avvenga già in estate.

Il Dipartimento del Lavoro di Washington ha pubblicato poco fa il dato riguardante i nuovi posti creati nel settore privato non agricolo ad aprile, cresciuti di 223 mila unità. Pertanto, il tasso di disoccupazione risulta sceso dal precedente 5,5% al 5,4%. Rispetto al mese precedente, si è registrata una decisa accelerazione nella creazione di posti di lavoro, essendo quasi triplicati da 85.000, che era stato anche il dato più basso dal giugno del 2012 negli USA. Qualsiasi dato superiore alle 200.000 unità è valutato positivamente in America, perché tende a comprimere la disoccupazione. Quanto alla crescita dei salari orari, si è registrata una lieve decelerazione, pari a +0,1% sul mese precedente e al +2,2% su base annua. A marzo si era avuta una crescita rispettivamente dello 0,2% e del 2,3%. In lieve crescita anche il tasso di occupazione, salito al 62,8% dal 62,7% di marzo, che era stato il più basso dal 1978. In media, le ore di lavoro settimanali degli occupati sono state 34,5.   APPROFONDISCI – Tasso disoccupazione Usa stabile, +126000 posti di lavoro a marzo  

L’economia americana migliora ancora

Come leggere complessivamente questi dati? Come quasi sempre, essi si prestano a una doppia lettura. Da un lato, le attese degli analisti erano leggermente superiori. Bloomberg stimava per aprile la creazione di 228.000 posti di lavoro, ma si tratta di uno scostamento trascurabile. Più sensibile, specie per il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, è l’altro dato, quello della crescita dei salari orari. Da 5 anni a questa parte, essa si attesta mediamente intorno al 2%. Tenendo conto del tasso di crescita della produttività, non s’intravederebbero quelle prospettive auspicate dall’istituto di un’accelerazione dell’inflazione verso un tendenziale 2%. Testimoniando a marzo al Congresso USA, la Yellen ha espressamente ribadito che prima di alzare i tassi, vorrà verificare proprio che vi sia un aumento più consistente dei salari orari, perché solo ciò assicurerebbe sia una spinta ai prezzi che ai consumi privati. Tuttavia, nonostante qualche riserva più che legittima, non si può negare la portata positiva delle nuove cifre. Il mercato del lavoro continua a migliorare. Non solo si avvicina sempre più alla piena occupazione, che la Fed stimerebbe intorno al 5% di disoccupazione, ma anche nei primi mesi dell’anno, nonostante un’economia stagnante più per fattori stagionali legati al meteo che altro, si è registrata una stabilizzazione al ribasso del numero dei disoccupati.   APPROFONDISCI – Tassi Fed, il rialzo a giugno resta probabile dopo i dati USA sui sussidi e le costruzioni  

Tassi Fed: quando il rialzo?

All’ultimo board di fine aprile, l’istituto ha segnalato l’intenzione di avviare la stretta monetaria – la prima dal 2006 – al primo incontro utile, incluso quello di metà giugno. Il mercato si attende che il rialzo dei tassi USA avvenga da settembre in poi, forse anche alla fine dell’anno. Con questi dati economici, però, non possiamo escludere che, se non a giugno, la stretta sia avviata già a fine luglio, magari seguita da rialzi più contenuti o più distanziati tra di loro. Ma pare che la Yellen voglia segnalare, in ogni caso, l’intenzione di porre fine alla lunghissima stagione dei tassi zero e della liquidità abbondante, avendo definito pochi giorni fa “sopravvalutato” il mercato azionario, pur negando che vi sia in atto una bolla. Gli investitori continuano a sperare in un rinvio della stretta e avrebbero scorto una conferma nei dati positivi di oggi. Il dollaro si è leggermente indebolito contro l’euro, le quotazioni del petrolio si sono rafforzate di oltre l’1% con il Wti a 59,60 dollari al barile in apertura e i futures a Wall Street hanno triplicato i guadagni. Il mercato, infatti, starebbe scontando da un lato il miglioramento dell’economia americana, ma anche la necessità della Fed di tenere invariati i tassi ancora un pò per permettere a questa di consolidarsi.   APPROFONDISCI – Tassi USA, domani si riunisce la Fed e la stretta monetaria sembra più lontana  

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Argomenti: Fed