Tassi Bce verso un possibile taglio? Ecco perchè sarebbe inutile

Gli analisti sono decisamente scettici sull'efficacia di un taglio dei tassi di riferimento. Dalla Bce potrebbero arrivare misure contro la fuga di capitali e per il sostegno della liquidità delle banche

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Gli analisti sono decisamente scettici sull'efficacia di un taglio dei tassi di riferimento. Dalla Bce potrebbero arrivare misure contro la fuga di capitali e per il sostegno della liquidità delle banche

Il board della BCE si riunisce oggi, come ogni mese, per valutare il da farsi sui tassi di riferimento per l’Eurozona, fermi allo 0,75%. Non c’è un’attesa unanime sulla direzione che l’Eurotower annuncerà questo pomeriggio. Tuttavia, la probabilità che i tassi vengano tagliati è la più alta degli ultimi mesi, spiega l’economista senior di ING, Martin van Vliet, in un’intervista a Bloomberg. In effetti, rispetto anche solo all’ultima riunione di marzo, il consiglio direttivo avrebbe maggiori elementi per decidere un possibile taglio. Lo scenario macro-economico è peggiorato, con l’indice manifatturiero a marzo in calo in Francia, Germania e Italia (La crisi è europea, non si tratta più di Italia o di Cipro).  

Crisi Euro: numeri sempre più preoccupanti

Per di più, l’inflazione nello scorso mese dell’Eurozona si sarebbe attestata all’1,7% ed è in rallentamento in un Paese chiave come la Germania (1,4% a marzo dall’1,5% di febbraio), la disoccupazione è salita al 12%, mentre la crisi politica italiana, il disastro contro cui è andata a sbattere Cipro e l’allarme proveniente dalla Slovenia indurrebbero la banca centrale a stimolare l’economia, compatibilmente con l’obiettivo della stabilità dei prezzi (Slovenia sempre più verso le braccia della Troika e Crisi, Cipro e Slovenia l’inizio, altri stanno trattando aiuti e altri lo faranno). Ma il Chief Economist di Exane – Bnp Paribas, Pierre Olivier Beffy, spiega che un eventuale taglio dei tassi sarebbe soltanto un segnale, mentre dubita dell’efficacia della misura, perché solo l’acquisto dei crediti delle banche verso le imprese da parte della BCE sarebbe per l’economista una svolta reale di politica monetaria. In generale, gli analisti prevedono che il taglio dei tassi ci potrebbe essere, ma nella seconda parte dell’anno, o forse a maggio o giugno, quando si sarà raggiunta una maggioranza in seno al board, attualmente in forse.  

Allo studio misure per scongiurare la fuga di capitali dall’Europa?

In particolare, dato il timore che il caso Cipro possa mettere in fuga i capitali dall’Europa, Mario Draghi potrebbe annunciare oggi alcune misure non convenzionali e temporanee, per scongiurare il pericolo. Due sarebbero le opzioni maggiormente previste: o un rafforzamento della liquidità, tramite una terza asta Ltro, o l’allentamento delle garanzie richieste da Franconforte alle banche per ricevere liquidità in cambio. A tale proposito, la BCE potrebbe anche pronunciarsi per fare rientrare tra le garanzie anche i prestiti degli istituti a piccole e medie imprese, ma si sa già che ciò porterebbe a uno scontro in seno al board, specie con la potente Bundesbank, primo azionista dell’Eurotower. D’altronde, taglio o meno, Citigroup evidenzia come nonostante i tassi siano ai minimi, ciò non abbia impedito alle banche italiane e spagnole di aumentare lo spread sui prestiti verso famiglie e imprese. La ricetta per fare ripartire l’economia, quindi, non sarebbe questa.  

Tokyo aumenta gli acquisti di bond

A spingere, tuttavia, verso l’annuncio un pò a sorpresa di un taglio dei tassi della BCE potrebbe contribuire la nuova strategia della Bank of Japan, che soltanto poche ore fa ha varato misure di politica monetaria ben più aggressive del previsto, aumentando a 7 mila miliardi di yen al mese gli acquisti di bond sovrani nipponici e senza un limite di scadenza temporale degli stessi. In più, oltre ad avere raddoppiato al 2% il target d’inflazione, la BoJ ha annunciato anche l’aumento di 60-70 mila miliardi di yen all’anno della base monetaria, oltre all’acquisto di titoli etf e di fondi immobiliari. Adesso, per diversi analisti, la BCE sarebbe ancor di più giustificata ad adottare un cambio di strategia, per quanto lo statuto ne limiti le azioni al solo raggiungimento dell’obiettivo della stabilità dei prezzi.

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Argomenti: Crisi Euro