Tassi BCE verso il taglio: pesano i dati sulla deflazione in Spagna

La BCE potrebbe tagliare i tassi, giovedì prossimo, dopo che gli ultimi dati hanno sancito l'ingresso formale della Spagna nella deflazione.

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La BCE potrebbe procedere a un nuovo taglio dei tassi al board di giovedì 3 aprile, la prossima settimana. Nonostante la stragrande maggioranza degli analisti continui ad ipotizzare tassi invariati allo 0,25%, i mercati iniziano a credere a nuovi interventi di politica monetaria espansiva nell’Eurozona, dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione in alcuni paesi, in particolare, in Spagna. I prezzi al consumo sono diminuiti qui dello 0,2% su base annua, dopo il +0,1% registrato in febbraio, segnando la prima ricaduta nella deflazione dall’ottobre 2009, periodo nero per l’economia spagnola. In Francia, le spese per i consumi hanno segnato una stagnazione a febbraio, mentre ci si attende che l’inflazione tedesca a marzo scenda dall’1,2% del mese precedente all’1,1%. Il dato sarà divulgato alle ore 14 di oggi.

 

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Spagna in deflazione

Quindi, la Spagna è entrata ufficialmente in deflazione, anche se il termine indicherebbe una tendenza consolidata alla riduzione dei prezzi, mentre ad oggi verifichiamo un dato singolo.

Tuttavia, la tendenza sembra chiara in Spagna, come altrove. Anche in Italia, la crescita dei prezzi tende a diminuire mese dopo mese, con l’ultimo dato reso pubblico per il mese di febbraio, che ha visto l’inflazione attestarsi allo 0,5%.

La BCE vorrebbe evitare che parte dell’Eurozona entri in deflazione, perché ciò aumenterebbe le difficoltà di questi paesi a ridurre il rapporto tra debito pubblico e pil e potrebbe innescare una spirale al ribasso delle loro economie, già alle prese con una ripresa molto fragile e con alti tassi di disoccupazione.

Il taglio dei tassi sarebbe minimo, pari allo 0,10-0,15%, nulla di più di un segnale che Francoforte lancerebbe ai mercati di sostegno ai prezzi e all’economia.

A maggior ragione che anche nella principale economia dell’Eurozona, la Germania, i prezzi sembrano “freddi”, per quanto al di sopra della media dell’Area, ma lontani dal target di una crescita su base annua vicina e inferiore al 2%.

Le misure 

Al board di giovedì prossimo, però, il taglio dei tassi non sarà l’unica misura al vaglio dei banchieri centrali. Il governatore Mario Draghi potrebbe proporre un nuovo programma di acquisto di bond sovrani sul mercato secondario, finalizzato non più a ridurre gli spread, quanto a immettere nuova liquidità nel sistema. Nei giorni scorsi, a tale proposito, si è registrata l’apertura del governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale ha anche adombrato la possibilità che siano adottati tassi negativi contro l’euro forte e in difesa della stabilità dei prezzi (dai rischi al ribasso).

 

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E l’euro si attesta a un nuovo minimo da inizio marzo contro il dollaro, a quota 1,3710, confermando che gli investitori si attendono un intervento della BCE.

 

 

 

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