Tassi BCE, il taglio di domani non sarebbe l’ultimo. Rivelazione Bloomberg

La BCE domani taglierà quasi sicuramente i tassi, ma potrebbe non essere l'ultimo intervento in tale direzione. Preoccupa il dato sull'inflazione troppo bassa.

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Si avvicina la data fatidica del 5 giugno, uno spartiacque per la politica monetaria europea. I mercati stanno facendo forse affidamento eccessivo sul board della BCE di domani. Si attendono che il governatore Mario Draghi annunci un taglio dei tassi e una qualche altra misura di stimolo monetario, come se si trattasse di provvedimenti miracolistici per la ripresa dell’economia nell’Eurozona. Come spesso accade, tuttavia, ora che le attese si sono fatte abbastanza elevate, un non intervento della BCE avrebbe l’effetto di deludere fortemente gli investitori, scatenando una raffica di vendite sui mercati azionari e obbligazionari e un’ondata di acquisti di euro, rafforzando il tasso di cambio oltre misura.

I dati sull’inflazione a maggio

I dati di ieri sull’inflazione nell’Area Euro non lasciano spazio ad alcun dubbio: la BCE taglierà i tassi. Mai come adesso di tratta di una previsione certa. I prezzi a maggio sono cresciuti di appena mezzo punto percentuale nell’unione monetaria, in decelerazione dal +0,7% di aprile, che a questo punto si è rivelato essere un rialzo temporaneo dell’inflazione, in virtù delle festività pasquali. Quel che è più importante è che la prima economia dell’Eurozona, la Germania, ha registrato un nuovo tonfo della crescita dei prezzi, pari allo 0,6% tendenziale, poco sopra la media. Si confermano in deflazione la Grecia (-1,3%) e il Portogallo (-0,3%), mentre la Spagna registra un timidissimo +0,2% e l’Italia un pallido +0,47%.   APPROFONDISCI – L’inflazione nell’Eurozona torna in calo, la BCE verso il taglio dei tassi   Nei fatti, le resistenze della Germania a un taglio dei tassi sono venute meno. Di questo passo, anche la locomotiva d’Europa rischia di rientrare tra le economie a rischio deflazione. E la Bundesbank teme, in particolare, un apprezzamento dell’euro, che possa impattare negativamente sui prezzi. Per questo, la BCE domani comunicherà alle 13.45 che i tassi di riferimento saranno tagliati dall’attuale minimo storico dello 0,25% allo 0,10-0,15%. Non solo. Pure i tassi marginali subiranno una sforbiciata dallo 0,75% allo 0,65%, mentre quelli sui depositi overnight saranno portati in territorio negativo, passando da zero a -0,10%. In  più, Francoforte varerà una misura non convenzionale, che probabilmente sarà una terza asta Ltro, in grado di immettere fino a 500 miliardi di liquidità in circolo, attraverso il sostegno del credito bancario. Ma il taglio dei tassi di domani potrebbe non essere l’ultimo. Il governatore Draghi potrebbe legarsi ancora una volta le mani alla conferenza stampa di domani delle 14.30, sostenendo che potrebbe essere necessario limare ancora. Lo ha svelato al quotidiano finanziario Bloomberg una fonte interna all’istituto, che giustamente ha voluto rimanere anonima, in quanto la discussione non è pubblica sul punto.   APPROFONDISCI – BCE verso il taglio dei tassi, ma niente acquisti di titoli di stato  

Le stime su inflazione e pil

Quanto alle stime sull’inflazione e la crescita al 2016, la BCE prevede che i prezzi quest’anno cresceranno di meno dell’1% pronosticato a marzo e si pensi che le nuove stime non hanno potuto includere il dato di maggio per un problema di tempo.

Resta da vedere se saranno abbassate anche le previsioni sull’inflazione nel biennio 2015-’16, ad oggi ferme rispettivamente all’1,3% e all’1,5%. Quanto alla crescita, sempre la fonte anonima ha rivelato che saranno aumentate le stime sul 2016, per cui il pil dovrebbe essere previsto in crescita per quell’anno più dell’1,8% già pronosticato a marzo. Per quest’anno dovrebbe rimanere invariato il dato del +1,2%.  

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