Tassi Bce, il nuovo taglio è rinviato a luglio? Tutte le incognite dell’Eurotower

Gli analisti non si attendono una nuova manovra sui tassi nonostante l'inflazione sia lontana dal target e la disoccupazione abbia raggiunto livelli record. Secondo le previsioni ci sarebbe spazio per un taglio a luglio

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Gli analisti non si attendono una nuova manovra sui tassi nonostante l'inflazione sia lontana dal target e la disoccupazione abbia raggiunto livelli record. Secondo le previsioni ci sarebbe spazio per un taglio a luglio
Oggi si riunirà il board della Bce per le consuete decisioni di politica monetaria di inizio mese

Oggi si riunisce il consiglio esecutivo della BCE, chiamato come ogni primo giovedì del mese ad esprimersi sui tassi di riferimento per l’Eurozona e, in generale, sulle misure di politica monetaria. Rispetto alle attese di qualche settimana fa sembrano affievolirsi le probabilità di una qualche sorpresa su ciascuno dei tre fronti principali: tassi di riferimento, tassi sui depositi overnight e misure non convenzionali.

Partiamo dal primo. A maggio, i tassi sono stati abbassati di 25 punti base al minimo storico dello 0,50% (Taglio tassi Bce: e ora cosa accadrà?).

 

Inflazione Eurozona ancora in ribasso

Il capo economista di Francoforte e membro del board, Peter Praet, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt di una settimana fa che tale atto avrebbe segnalato al mercato l’esistenza di uno spazio ulteriore di manovra sui tassi BCE. Eppure, Nomura non prevede alcun annuncio in tal senso domani. Per l’istituto, semmai, il governatore Mario Draghi potrebbe tagliare ancora una volta le stime di crescita del pil dell’Eurozona dello 0,1% sia per quest’anno che per il prossimo, rispettivamente a -0,6% e +0,9%. E anche l’inflazione del 2013 potrebbe essere rivista al ribasso all’1,5%, grazie al calo dei prezzi del petrolio, mentre la crescita dei prezzi dovrebbe essere stimata inalterata all’1,3% per il 2014.

Sulla stessa scia l’opinione di James Howat, economista di Capital Economics, che ritiene che la BCE dovrebbe fare di più, ma non si aspetta alcun annuncio alla conferenza stampa post-board di domani. Così come Annalisa Piazza di Newedge sottolinea i rischi ribassisti sull’inflazione e la possibilità di spazi di manovra dell’Eurotower “nei prossimi mesi”.

A maggio, l’indice dei prezzi nell’Area Euro ha segnato un +1,4% su base annua, sotto il consensus dell’1,7% e lontano dal 2% massimo del target della BCE, ma in accelerazione dall’1,2% di aprile, forse più per gli effetti successivi alle festività pasquali, che non dovuto a un’inversione effettiva del trend. Questa l’opinione di Howat.

A ciò si aggiunge il pessimo dato sulla disoccupazione, salita al 12,2% ad aprile dal 12,1% di marzo e dall’11,2% dell’aprile del 2012.

 

Impensabile un taglio dei tassi di riferimento 

Insomma, gli ingredienti per tagliare ci sarebbero, tenuto conto che l’inflazione sembra mostrarsi sotto controllo. Invece, non solo non dovrebbe arrivare domani il taglio dei tassi, ma nemmeno i tassi negativi sui depositi overnight sembrano uno scenario realistico, nonostante sia stato lo stesso Draghi ad accennarne allo scorso board, rinvigorendo le borse di tutto il Vecchio Continente e portando i rendimenti sui bond sovrani ai minimi spesso di sempre per talune scadenze.

Infine, smentita apparentemente anche l’idea di cartolarizzare i crediti delle banche verso le piccole e medie imprese, per rilanciare il finanziamento all’economia reale (La BCE pensa alla cartolarizzazione per rilanciare l’economia?). Il governatore, secondo il Financial Times, starebbe pensando preliminarmente a misure come il rafforzamento del capitale bancario e la revisione degli attivi degli istituti.

Niente taglio dei tassi, niente tassi negativi sugli overnight e niente bazooka. Almeno oggi. In realtà, l’attesa è per un nuovo taglio già a partire da luglio, quando si avrà conferma o meno del calo dell’inflazione nell’Area Euro e si saranno studiate anche misure più puntuali sulla cartolarizzazione dei crediti bancari.

Resta l’opposizione tendenziale della Germania ai punti 2 e 3, mentre qualche spiraglio si potrebbe ottenere sul taglio dei tassi di riferimento, visto che l‘inflazione tedesca è scesa bruscamente all’1,1%, tale da attenuare il timore dei tedeschi per una possibile fiammata dei prezzi sull’onda delle politiche molto espansive di Draghi.

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Argomenti: Bce

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