Tassi BCE, ecco quali misure sosterrà anche la Bundesbank a giugno

La Bundesbank sarebbe pronta ad appoggiare alcune misure di stimolo monetario al board di giugno della BCE.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Secondo il quotidiano finanziario americano Wall Street Journal, la Bundesbank, la banca centrale tedesca, sosterrà a giugno il varo di nuovi stimoli monetari da parte del governatore della BCE, Mario Draghi, qualora si dovessero indebolire le nuove prospettive sull’economia o l’andamento dell’inflazione al 2016. 

Ad oggi, le stime sono per un’inflazione all’1% per quest’anno, all’1,3% nel 2015 e all’1,5% nel 2016. Qualora questi dati dovessero essere rivisti al ribasso, anche la Bundesbank di Jens Weidmann appoggerebbe nuovi interventi della BCE. Le nuove previsioni saranno realizzate il 5 giugno, in coincidenza con il board di giugno della BCE. 

 

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Quanto alle nuove misure, i tedeschi sarebbero favorevoli a un taglio dei tassi, ma principalmente di quelli sui depositi overnight, oggi pari a zero. In quel caso, i tassi sconfinerebbero in territorio negativo, in modo da incentivare l’erogazione di credito delle banche all’economia reale, anziché il parcheggio della liquidità a Francoforte. Tuttavia, gli esiti di questo intervento resta controverso e potenzialmente controproducente, perché gli istituti potrebbero limitarsi a scaricare sui clienti il costo.

Probabile, ma non troppo, il taglio dei tassi di riferimento, ora fermi al minimo storico dello 0,25%. La Germania guida il fronte dei contrari, perché ritiene che la misura sarebbe in sé inutile, dato che il livello è già oggi molto basso.

Tra le altre ipotesi, la Bundesbank sarebbe incline a immettere liquidità sui mercati tramite l’acquisto di Abs, prestiti cartolarizzati delle banche con garanzie reali sottostanti. Si parla anche di prorogare al 2016 il rifinanziamento all’asta delle banche al 2016 con il regime dell’accesso facile e a tasso fisso contenuto. Non esclusa, infine, nemmeno una terza asta Ltro, magari stavolta mirata al sostegno del credito alle piccole e medie imprese.

Una cosa sembra certa: Weidmann resterebbe contrario al varo di un vero “quantitative easing” europeo, ossia all’acquisto massiccio di titoli privati e governativi dell’Eurozona, anche perché, sostengono alcune fonti dell’istituto tedesco, la forte discesa dei rendimenti dei bond sovrani in questi mesi farebbe venire meno la necessità della misura.

Sarà certamente rilevante anche la diffusione della stima preliminare sull’inflazione nel mese di maggio nell’Area Euro, che sarà diffusa alla fine del mese. Un dato più debole di quello di aprile (+0,7%) farebbe rompere gli indugi a Draghi e aprirebbe la strada all’annuncio di una qualche misura, anche solo dal valore formale.

Non è un caso che il tasso di cambio tra euro e dollaro sia sceso nelle scorse ore ai minimi da un mese, vicino alla soglia di 1,37, quando fino a prima dell’ultimo board della BCE, virava decisamente verso 1,40.

 

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Argomenti: Crisi Euro