Tasse, Cina, Recovery Fund: ecco cosa c’è in ballo con le elezioni in Germania (con Merkel fino a Natale)

Le elezioni in Germania entrano nella fase clou e il clima politico di scalda. In gioco c'è il futuro di tutta l'economia europea.

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Elezioni in Germania

All’inizio dell’anno, i conservatori tedeschi detenevano un vantaggio stimato in 15 punti percentuali sui rivali socialdemocratici. Quando mancano tre settimane alle elezioni federali in Germania, risultano in svantaggio di 4. Si prospetta seriamente la formazione di un nuovo governo guidato da Olaf Scholz, attuale ministro delle Finanze, in qualità di cancelliere. Ma i possibili alleati restano incerti. Molto probabili i Verdi, sempre meno i conservatori. I liberali dell’FDP, invece, potrebbero essere della partita.

L’esito delle elezioni in Germania riguarderà tutta Europa. Parliamo della prima economia del Vecchio Continente e quarta nel mondo dopo USA, Cina e Giappone. Uno dei capitoli più spinosi ha a che fare con le tasse. L’SPD propone una politica fiscale molto diversa da quella tenuta in questi anni dalla cancelliera Angela Merkel. Chiedono più tasse sui redditi alti per finanziare maggiori investimenti pubblici.

In questi giorni, un assaggio di quel che verrebbe si ha nel Baden-Wuerttemberg. Il ministro delle Finanze locale, Danyal Bayaz, ha lanciato un’iniziativa a dir poco peculiare: un portale internet al quale inviare, anche in forma anonima, segnalazioni su possibili casi di evasione fiscale. Gli alleati della CDU e gli oppositori di FDP e AfD (destra euro-scettica) hanno attaccato duramente l’iniziativa, sostenendo che sarebbe un antipasto di quel che aspetterebbe i tedeschi con la nascita di un eventuale governo federale rosso-verde.

Elezioni Germania, Merkel cancelleria fino a tutto l’anno?

E i liberali, capeggiati dal 42-enne Christian Lindner, non chiudono del tutto la porta a un’intesa con Scholz, ma spiegano di partire da posizioni “molto differenti”. In ambito fiscale, il partito propugna il taglio delle tasse, specie per i redditi alti, la riattivazione della regola costituzionale sul pareggio di bilancio e niente più debito comune in Europa. Istanze profondamente diverse da quelle portate avanti sia dall’SPD che dai Verdi. In particolare, i socialdemocratici sono favorevolissimi alle emissioni comuni di debito sovranazionale, tanto da propendere per rendere strutturale il Recovery Fund.

Sul punto, difficilissimo trovare l’intesa con l’FDP. Una possibile convergenza tra liberali e Verdi, invece, vi sarebbe sull’opposizione al gasdotto russo North Stream. I primi chiedono che i lavori siano interrotti fino a quando la Russia non rispetterà i diritti umani. Gli ambientalisti, invece, sono contrari tout court a una politica energetica basata sul carbon fossile. Inoltre, si oppongono alla Cina anch’essi sui diritti umani. Un argomento sensibilissimo per Berlino, dati gli interscambi commerciali per oltre 220 miliardi di euro all’anno tra i due paesi. Peraltro, il deterioramento delle relazioni USA-Cina già sta impattando anche su quelle tra Bruxelles e Pechino. Una svolta tedesca non farebbe che inasprire la tensione.

In tutto questo, la cancelliera Merkel dovrebbe ritirarsi dalla vita politica già a fine mese. Ma è assai probabile che resti in carica ancora per diverse settimane, se non mesi. Le trattative per formare il nuovo governo si annunciano lunghe. Nel 2017, durarono quasi 6 mesi. Non possiamo escludere che Mutti arrivi a mangiare il panettone. Potrebbe essere ancora una volta lei a tenere il discorso di fine anno. Certo, resterebbe un po’ l’ombra di sé stessa alla cancelleria, senza più un peso reale nel contesto internazionale. Anche per questo, i partiti della futura maggioranza dovrebbero fare presto per trovare un accordo.

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