Le imprese italiane sono tra le più tartassate al mondo

Le tasse sulle imprese in Italia divorano quasi i 2 terzi degli utili. Il nostro paese è in fondo alla classifica mondiale.

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Le tasse sulle imprese in Italia divorano quasi i 2 terzi degli utili. Il nostro paese è in fondo alla classifica mondiale.

Secondo il Rapporto “Paying Taxes” di Pwc, l’Italia si conferma nel 2014 maglia nera in Europa per  la pressione fiscale sulle imprese, calcolato tramite il Total Tax Rate, attestatosi al 64,8% dei profitti, in lieve calo dal 65,4% dell’anno precedente, ma nettamente al di sopra della media mondiale, che è stata lo scorso anno del 40,8%. Il costo del lavoro su questa percentuale ha inciso per il 40%. I dati indicano, tuttavia, un certo miglioramento nell’ultimo decennio, essendo scesa la pressione fiscale sulle imprese italiane dal 76,9%. Resta il fatto che sulle 189 economie del pianeta esaminate, il nostro paese si trova in fondo alla classifica, alla poco invidiabile posizione 137. Il rapporto, diffuso oggi a Varsavia (Polonia), mette in evidenza come non siano state tenute in considerazione le riforme degli ultimi 2 anni, che dovrebbero avere un effetto positivo sul medio periodo. Ma l’Italia non è messa male solo in termini di quantità di tasse pagate, bensì anche delle ore necessarie per gli adempimenti nell’anno, pari a 269 ore, più delle 261 della media europea e delle 173 dei paesi Efta (European free trade association). Inoltre, le scadenze da rispettare sono risultate 14 contro le 11,5 della media europea. Il Total Tax Rate tiene in considerazione tutte le imposte pagate dalle imprese, in percentuale dei profitti maturati, ovvero le imposte sugli utili, i contributi previdenziali, le imposte sui dividendi, sui capital gain, sulle transazioni finanziarie, le tasse sui rifiuti, sui veicoli, sui trasporti e simili. Esso esprime, quindi, effettivamente l’incidenza di tutte le tasse e le imposte sui profitti di un’impresa. L’Italia ha mostrato qualche passo in avanti negli ultimi anni, passando da un esborso complessivo pari ai 3 quarti a uno dei 2 terzi degli utili aziendali, ma restando molto indietro rispetto alla media europea, oltre che nei confronti di quasi tutti i competitor mondiali.

 

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