Tassa sulla plastica in arrivo: cosa c’è dietro l’idea UE e chi colpirà

Un nuovo balzello all'orizzonte per l'Europa: una tassa sulla plastica. La proposta sarà presentata il 16 gennaio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Un nuovo balzello all'orizzonte per l'Europa: una tassa sulla plastica. La proposta sarà presentata il 16 gennaio.

Mentre la polemica sui sacchetti bio a pagamento per frutta e verdura va ad alleggerirsi, per gli italiani potrebbe presto arrivare un nuovo balzello da pagare. Una tassa sulla plastica. Arriva direttamente da Bruxelles l’idea di mettere a punto una tassa per disincentivare l’uso della plastica e lo scopo sarebbe persino doppio: dare una mano all’ambiente e al tema dei rifiuti  e far tornare i conti dopo la Brexit della Gran Bretagna. La Commissione, in sostanza, ha deciso di colmare il buco inglese al 50% con tagli di spesa e al 50% con l’incremento delle entrate, senza contare l’utilizzo di risorse proprie come ad esempio i dazi doganali, i contributi sullo zucchero e un prelievo sull’Iva.

L’idea (non balzana) della tassa sulla plastica

La tassa sulla plastica è stata direttamente presentata dal commissario al bilancio Gunter Oettinger per ridurre il consumo e procedere alla diminuzione della produzione in modo da colmare il buco di 12 miliardi lasciati dalla Brexit. Lo stesso commissario ha proposto il trasferimento alle casse Ue del gettito del mercato europeo dei permessi di emissione di gas serra (Ets). Oettinger ha tenuto a precisare che l’Europa produce troppa plastica e neppure il riciclaggio riesce a gestire fino in fondo l’utilizzo esagerato. Il tutto va a aggiunto al fatto che la Cina ha chiuso il mercato e la plastica riciclata che prima finiva nel mercato cinese non sarà più utilizzabile. “Nell’interesse dei mari, degli animali, dei nostri paesaggi, dobbiamo ridurre la quantità di plastica utilizzata. Noi utilizziamo e produciamo troppa plastica, che nonostante il riciclaggio finisce nei rifiuti, e dal 1 gennaio non va nemmeno più in Cina, dove diventava giocattoli per bambini”. In soldoni la tassa sulla plastica vuole avere doppio fine: avere un ritorno economico dopo l’addio della Gran Bretagna e ridurre il materiale inquinante.  

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Del resto anche altri paesi come Scozia e Inghilterra si stanno muovendo per ridurre al massimo il consumo di plastica. In Scozia saranno vietati i cotton fioc mentre il governo britannico ha deciso di mettere al bando, entro 25 anni, tutte le bottiglie, i bicchieri e le posate usa e getta imponendo una tassa su tutte le confezioni monouso e allungando a 5 cent la tassa sui sacchetti di plastica.

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Il nuovo possibile balzello chi colpirà?

L’idea della tassa sulla plastica sarà ufficialmente presentata il prossimo 16 gennaio ma ancora alcuni punti non sono chiari. Saranno i cittadini a doverla pagare o le imprese durante la produzione? In ogni caso, anche se saranno le imprese a pagarla durante la fase produttiva i costi finirebbero in ogni caso per pesare nelle tasche dei cittadini. 

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia