Deficit dimezzato nel 2017 dai sauditi, a pagarlo saranno anche gli stranieri

L'Arabia Saudita presenta il bilancio 2017, tra tasse sugli stranieri, tagli ai sussidi energetici e del deficit. L'obiettivo è annullare il disavanzo fiscale entro il 2020.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'Arabia Saudita presenta il bilancio 2017, tra tasse sugli stranieri, tagli ai sussidi energetici e del deficit. L'obiettivo è annullare il disavanzo fiscale entro il 2020.

L’Arabia Saudita ha svelato oggi il bilancio per il 2017, che tradizionalmente viene presentato negli ultimi giorni dell’anno. Numerose le novità, mentre per quest’anno il deficit fiscale dovrebbe scendere dai 97 miliardi del 2015 (quasi il 15% del pil) a 79 miliardi, frutto di entrate superiori alle attese e di una spesa pubblica leggermente inferiore, rispettivamente a 528 e 825 miliardi di rial. Per l’anno prossimo, il disavanzo dei conti pubblici dovrebbe ridursi ulteriormente a 239 miliardi di rial (7,7% del pil), pari a 64 miliardi di dollari, anche se il governo di Riad mette in conto un aumento della spesa pubblica del 6% a 890 miliardi di rial. Anche le entrate, però, subiranno un forte incremento, del 27%, pari a 36,5 miliardi di dollari.

Come verranno recuperate maggiori risorse? Arab News riporta l’intenzione del regno di imporre sui lavoratori stranieri un’imposta mensile di 800 rial o 213 dollari. Il Ministero delle Finanze saudita ha parlato, però, solo di una proposta in tal senso, anche se ha evidenziato come si tratterebbe di un’imposizione fiscale alquanto minima, tenuto conto dei prelievi fiscali previsti in realtà come Europa e USA. (Leggi anche: La crisi del petrolio pone fine ai generosi sussidi energetici in Arabia Saudita)

Vita più cara per i sauditi

Per il resto, la vita sarà più cara per i residenti sauditi, con aumenti previsti del 40% per il prezzo del carburante alla pompa e del 20% per le bollette della luce. L’obiettivo è di eliminare il deficit fiscale entro il 2020, anche grazie alla riduzione del peso degli stipendi pubblici dal 45% al 40% sul totale della spesa pubblica entro la fine del decennio.

Solo il taglio dei sussidi energetici taglierà la spesa statale di 200 miliardi di rial o 53,5 miliardi entro i prossimi cinque anni, contribuendo in maniera preponderante all’annullamento del deficit. Riad dispone ancora di riserve valutarie per 543,86 miliardi di dollari, giù dal record di 745,85 miliardi toccati nell’agosto del 2014, ma pur sempre un livello più che confortante per l’economia saudita, che le consente di varare le opportune riforme sul piano fiscale con tutta calma e di attendere con serenità la graduale risalita delle quotazioni del petrolio, le cui vendite finanziano ancora quasi i tre quarti del budget statale. (Leggi anche: Petrolio, quotazioni in ripresa? Ecco perché i sauditi le terranno basse)

 

 

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Argomenti: Crisi materie prime, Crisi paesi emergenti, economie emergenti, Petrolio, quotazioni petrolio, valute emergenti