Tassa patrimoniale, ipotesi IMU prima casa e quell’aggressione ai risparmi

L'OCSE ci chiede di reintrodurre la tassa sulla prima casa. Torna di moda parlare di patrimoniale e a rischio ci sono i risparmi e gli investimenti degli italiani.

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L'OCSE ci chiede di reintrodurre la tassa sulla prima casa. Torna di moda parlare di patrimoniale e a rischio ci sono i risparmi e gli investimenti degli italiani.

E’ andato su tutte le furie il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani, dopo che l’OCSE ha invitato ancora una volta l’Italia ad applicare in maniera più estesa l’imposizione immobiliare, reintroducendo la tassa sulla prima casa, ovvero l’IMU e la Tasi, che lo scorso anno il governo Renzi ha deciso di abrogare per la seconda volta in otto anni. “E’ ridicolo”, replica sdegnato Spaziani, che fa notare come il gettito fiscale derivante dalla tassazione degli immobili in Italia ammonta a complessivi 50 miliardi e che l’inasprimento degli ultimi anni ha portato all’impoverimento delle famiglie e al crollo dei prezzi del comparto, dove molti immobili ormai non avrebbero più mercato. Ironico, aggiunge che la sua confederazione sarebbe lieta di pagare di tasca propria per una settimana un viaggio nel nostro paese ai funzionari dell’OCSE, in modo che si rendano conto delle condizioni in cui versa il nostro mercato immobiliare. (Leggi anche: Tassa patrimoniale per abbattere il debito pubblico, quant’è alto il rischio?)

Di ragione Spaziani ne avrebbe da vendere, anche se per la carica che ricopre, potrebbe essere sospettato di essere di parte. Invece, propri i dati dell’organizzazione con sede a Parigi gli danno ragione. Nel 2015, la tassazione sugli immobili nell’area OCSE era mediamente dell’1,8-1,9% del pil, mentre in Italia risultava al 2,8%, ovvero del 50% più alta. Se è vero che il record spetti a Regno Unito e Francia con il 4%, un paese come la Germania sconta una tassazione immobiliare di appena l’1% del pil.

Tassa prima casa insensata in Italia

E c’è una bella differenza tra Italia e Germania: da noi, oltre l’80% delle famiglie è proprietaria di un immobile, quando appena la metà delle famiglie tedesche ne possiede uno.

Sarebbe più sensato, quindi, che l’OCSE invitasse Berlino a tassare maggiormente i suoi immobili, visto che risultano concentrati nelle mani di relativamente meno famiglie, mentre in Italia sono un bene diffuso e la loro tassazione, pertanto, colpirebbe indiscriminatamente tutti. (Leggi anche: Bolla immobiliare, Germania teme rabbia famiglie)

L’OCSE sostiene che le imposte immobiliari sarebbero “favorevoli alla crescita”, in quanto meno distorsive di quelle sui redditi. Resta il fatto, che l’Italia detiene anche uno dei più elevati livelli di pressione fiscale in Europa, per cui il nostro problema sarebbe semmai di ridurre le tasse, non di spostarle da una fonte di reddito a un’altra.

Aria di patrimoniale

L’invito dell’organizzazione non è nuovo e pur tenendo conto del venir meno dell’imposta sulle prime case non di lusso, il cui gettito complessivo è stimato in circa 4 miliardi di euro, non si vede alcuna ragione, per la quale il governo italiano dovrebbe tartassare un comparto della nostra economia, che già risulta tra i più colpiti tra i paesi avanzati.

Dietro alle sollecitazioni di Parigi, però, c’è una logica: spingere Roma a ipotizzare un’imposta patrimoniale per rassicurare sulla sua intenzione di risanare i conti pubblici. Discorso vecchio ormai di un quarto di secolo, ma tant’è. Il governo Amato nel 1992 ci tentò, applicando a sorpresa un’imposta una tantum dello 0,6% sui depositi bancari, che dai risparmiatori italiani fu percepito, non a torto, come un furto vero e proprio. Seguì l’introduzione dell’ICI, ma con il tempo di tasse dal sapore patrimoniale ne abbiamo avute diverse, dalla mano pesante dell’IMU, passando per il bollo auto, con particolare incidenza sui veicoli di lusso, a quello sui conti correnti e deposito. (Leggi anche: Patrimoniale e prelievo forzoso in arrivo per gli italiani)

Fa gola la ricchezza delle famiglie italiane

In realtà, per quanto non esista come in Francia un’imposta patrimoniale organica, le varie componenti del patrimonio delle famiglie sono gravate già da una qualche forma di tassazione, ma è evidente che l’OCSE, in sintonia con le altre organizzazioni internazionali, punterebbe al colpaccio, ovvero a una stangata su case e risparmi, attingendo a quella ricchezza netta delle famiglie, stimata in circa 9.000 miliardi di euro.

(Leggi anche: Ricchezza famiglie italiane in 20 anni più che raddoppiata)

L’occasione è ghiotta, perché il collasso istituzionale dell’Italia è sotto gli occhi di tutti e tornerà presto evidente l’esigenza di dare vita a un ennesimo governo tecnico, che facendo quel lavoro sporco che una politica debole non può più nemmeno sognarsi di compiere, metterà ancora una volta le mani nelle tasche dei contribuenti italiani, riesumando scuse come la lotta all’evasione fiscale, le dichiarazioni dei redditi mendaci di questa o quella categoria professionale e dando risalto mediatico a qualche furbetto, meglio se personaggio noto che attiri a sé le antipatie degli italiani, un Fabrizio Corona di turno, insomma.

Padoan fu uomo dell’OCSE

Confedilizia potrà fare girare come trottole in Italia tutti i sedicenti esperti dell’OCSE che desidera, ma non riuscirà mai a dissuaderli dalla tentazione di stangare i risparmi degli italiani. Attenzione, perché l’istituto ha un’ascendente molto forte sul nostro attuale ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che prima di essere chiamato da Matteo Renzi a fare parte del suo governo nel 2014, indovinate un po’ cosa facesse? Sì, il capo-economista dell’OCSE. A voi le conclusioni! (Leggi anche: Debito pubblico, Padoan scopre che è alto)

 

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