Tampone obbligatorio fino al 5 marzo, per quali spostamenti?

Chi deve fare il tampone quando torna da un viaggio all'estero in base al Dpcm e il caso della Sicilia che vieta gli spostamenti verso le seconde case.

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Per chi è obbligatorio tampone

Continuano i chiarimenti sul nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio fino al 5 marzo. In particolare, chi deve fare il tampone una volta rientrato in Italia dall’estero?

I paesi interessati

Nel nuovo Dpcm il tampone è obbligatorio per tutti coloro che rientrano da tutti i paesi europei tranne alcuni casi. Chi torna in Italia da un paese estero, deve non solo presentare un’autocertificazione ma anche un certificato all’imbarco che dimostri di essersi sottoposti al test molecolare o antigenico nelle 72 ore precedenti. Regole speciali sono state imposte per chi arriva da Gran Bretagna e Irlanda del Nord a causa della nuova variante inglese.

Fino al 15 febbraio sarà vietato spostarsi da una regione all’altra in Italia mentre fino al 5 marzo sarà obbligatorio presentare un tampone negativo per chi rientra da Andorra, Austria, Bulgaria, Cipro, Belgio, Francia inclusi i territori Mayotte, Martinica, Guadalupa, Guyana, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia,  Germania, Irlanda, Grecia,  Lussemburgo, Liechtenstein, Lituania, Malta, Polonia, Paesi Bassi, Norvegia, Romania, Portogallo, Slovacchia, Slovenia,  Repubblica Ceca,  Principato di Monaco, Spagna, Svezia, Ungheria, Svizzera. 

Il tampone è obbligatorio e va fatto entro le 48 ore precedenti all’arrivo in Italia, altrimenti sarà necessario sottoporsi a quarantena. 

Il tampone non è obbligatorio fino al 5 marzo, a meno che non insorgano sintomi compatibili con il covid-19, per chi rientra in Italia per non oltre 120 ore per motivi di lavoro, salute, studio o urgenza, per chi transita in Italia con mezzo privato per non più di 36 ore, i cittadini dei paesi membri Ue e Schengen che arrivano in Italia per motivi di lavoro ma che nei 14 giorni precedenti non hanno soggiornato o transitato nei paesi elencati in precedenza, i lavoratori transfrontalieri e il personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio della professione.

In Sicilia vietati gli spostamenti verso le seconde case

Nel frattempo, in Sicilia, il governatore Musumeci, ha imposto anche lo stop a recarsi nelle seconde case e il divieto di visitare parenti ad eccezione di casi limitati a persone anziane, sole o con problemi di salute. Mentre nel resto d’Italia è possibile raggiungere le seconde case se di proprietà o affittate a lungo termine, la Sicilia ha imposto il divieto di spostamento verso le seconde case a meno di motivi di urgenza e necessità.

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