Taglio tassi Bce: e ora cosa accadrà?

Le possibili conseguenze della decisione Bce di tagliare i tassi: dall'ipotetica ripresa economica al più certo calo del costo dei mutui a tasso variabile

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Le possibili conseguenze della decisione Bce di tagliare i tassi: dall'ipotetica ripresa economica al più certo calo del costo dei mutui a tasso variabile
Il presidente della Bce Mario Draghi

Com’era ampiamente nelle previsioni, la BCE ha tagliato i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli allo 0,50%. Si tratta del primo taglio dal luglio 2012 e il quarto dal settembre del 2011. Il consiglio direttivo riunito questo mese a Bratislava, in Slovacchia, ha anche deciso di mantenere inalterato a zero il tasso sui depositi overnight, mentre scende di ben 50 punti base all’1% il tasso sui prestiti marginali (Tassi Bce tagliati di 25 pb, analisti scettici sugli effetti).

 

Conseguenze taglio tassi Bce: il mercato del credito sarà meno costoso

Tassi negativi sui depositi avrebbero effetti indesiderati, ha commentato il governatore Mario Draghi in conferenza stampa, sottolineando come la politica monetaria resti accomodante e in grado di assicurare liquidità illimitata fino al 2014. Draghi ha anche sostenuto che il taglio di oggi potrebbe favorire la ripresa più avanti nel corso dell’anno, ma ha anche invitato i governi a non vanificare i sacrifici finora compiuti, allentando gli sforzi sulle riforme. Il governatore ha anche espresso la convinzione che ora possano scendere anche i tassi Eonia, ossia quelli risultanti dalla media sui prestiti overnight interbancari.

In seguito alle decisioni di oggi, il mercato del credito nell’Eurozona è diventato un pò meno costoso. Le banche potranno prendere a prestito denaro dalla BCE a tassi inferiori dello 0,25% su gran parte delle operazioni di finanziamento così come per i prestiti marginali overnight, cioè le operazioni soggette alla presentazione di collaterale e della durata di un giorno in caso di necessità di liquidità da parte dell’istituto. Al contempo, i tassi zero sui depositi overnight delle banche presso la BCE disincentivano le prime dal parcheggiare liquidità presso Francoforte.

L’insieme delle misure, quindi, dovrebbe stimolare l’erogazione del credito, sebbene già fino ad oggi i tassi ai minimi non hanno sortito alcun effetto positivo negli stati del Sud Europa alle prese con problemi di debito sovrano. Per questo, lo stesso governatore ha palesato la possibilità che la BCE sostenga il credito verso le pmi e le imprese, attraverso la cartolarizzazione dei crediti bancari, che potrebbero essere scontati a Francoforte (magari dietro garanzia dell’ESM).

Insomma, il taglio di oggi non basta. Certamente, esso determinerà un effetto di riduzione di tutti i tassi interbancari e di quelli praticati alla clientela, ma da solo avrà scarso effetto se poi le banche continuano a non prestare denaro a famiglie e piccole e medie imprese, strette tra la necessità di migliorare i ratios patrimoniali e il timore di restare incagliati in crediti sofferenti.

 

Tassi Bce e mutui a tasso variabile

In ogni caso, un qualche beneficio c’è già e riguarda le famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile. Essendo quest’ultimo legato all’Euribor, il quale risente direttamente delle variazioni dei tassi BCE, si calcola che su un mutuo di 200 mila euro e di durata ventennale, la rata è destinata a scendere di 25 euro al mese, cioè 300 euro all’anno. Non esattamente una cifra indifferente. Magari ci si paga l’IMU. E per coloro che hanno acceso un mutuo a tasso variabile di 100 mila euro e per 15 anni, la rata potrebbe scendere di 11,50 euro al mese. Anche in questo caso la cifra non è indifferente, pari a 138 euro all’anno. Di 225 euro è il risparmio annuo su un mutuo di 150 mila euro e della durata di 25 anni, ossia di 18,75 euro al mese.

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