Taglio di 25 miliardi alle tasse: Di Maio vuole imitare Macron

Il governo francese ha deciso di tagliare le tasse per un totale di 25 miliardi di dollari, Di Maio guarda con interesse alla Francia.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il governo francese ha deciso di tagliare le tasse per un totale di 25 miliardi di dollari, Di Maio guarda con interesse alla Francia.

Macron diventa un esempio da seguire per il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. L’attuale vicepremier, nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, strizza l’occhio a quanto fatto dal governo francese in materia fiscale e, soprattutto, deficit. In Francia è stata presentata la prossima manovra finanziaria per il 2019, che prevede un taglio fiscale da 25 miliardi di euro e un deficit (indebitamento netto) in salita al 2,8 per cento. Non è la prima volta che Di Maio mostra interesse nei confronti dell’operato del governo transalpino, come dimostra il parere favorevole sul reddito universale.

Mega taglio fiscale

Per il 2019, il governo francese ha deciso di tagliare le tasse per un totale di 25 miliardi di dollari, un taglio corrisposto in 19 miliardi per le imprese e 6 miliardi per le famiglie. L’obiettivo della Francia è di tornare a crescere a livello occupazionale, offrendo un nuovo impulso all’economia francese. Per fare questo, la Francia ha scelto di aumentare l’indebitamento netto dello 0,2 per cento, passando dal 2,6 al 2,8 per cento. Un’ulteriore carta giocata dal presidente transalpino Macron, che segue il progetto del reddito universale. Nel corso dei prossimi mesi sapremo se il tentativo dell’inquilino dell’Eliseo si rivelerà decisivo nel recuperare il consenso perduto agli occhi dei cittadini transalpini.

Di Maio guarda con interesse alla Francia

Maggiore deficit per realizzare nella prossima finanziaria i punti qualificanti del contratto di governo. Come ha appena fatto la Francia, passando dal 2,6 al 2,8 di indebitamento netto. L’obiettivo di Di Maio è chiaro e fissa anche lui il deficit al 2,8 per cento, come i colleghi transalpini. Parlando del rischio che il reddito di cittadinanza possa finire in mano ai lavoratori in nero, il vicepremier del governo italiano ha annunciato che nel decreto fiscale presentato a fine settembre sarà inclusa la norma secondo cui chi evade possa finire in carcere.

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