Taglio delle tasse di Trump in arrivo negli USA e il dollaro balza

Il dollaro sale sull'approvazione del bilancio 2018 al Senato USA, che apre la strada al maxi-taglio delle tasse promesso dall'amministrazione Trump.

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Il dollaro sale sull'approvazione del bilancio 2018 al Senato USA, che apre la strada al maxi-taglio delle tasse promesso dall'amministrazione Trump.

Il Senato americano ha approvato con 51 voti a favore e 49 contrari il bilancio proposto dall’amministrazione Trump, aprendo la strada alla riforma fiscale. Grazie al voto di ieri, il taglio delle tasse promesso dalla Casa Bianca potrà passare con procedure speciali, che nei fatti neutralizzano i poteri di blocco dell’opposizione democratica. E così, famiglie e imprese negli USA dovrebbero beneficiare di oltre 4.000 miliardi di minori tasse nel prossimo decennio, di cui 1.500 miliardi in deficit, ovvero non coperti finanziariamente. I repubblicani sostengono, tuttavia, che grazie alla maggiore crescita economica e al conseguente aumento delle entrate fiscali, quel disavanzo atteso verrebbe più che coperto. (Leggi anche: Maxi-taglio delle tasse in America, Trump svela la sua riforma fiscale)

Per il presidente Donald Trump si tratta di un’ottima notizia, che arriva dopo mesi di frustrazione personale per non essere stato in grado di trovare un accordo con la propria maggioranza sull’eliminazione dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dalla precedente amministrazione. Il via libera di ieri è arrivato anche grazie al voto del senatore John McCain, acerrimo rivale interno di Trump, il quale ha apprezzato l’aumento degli stanziamenti per la difesa.

D’altra parte, i repubblicani non possono permettersi di presentarsi a mani vuote alle elezioni di “mid-term” tra un anno, quando saranno rinnovati tutti i 435 seggi alla Camera e un terzo dei 100 al Senato, nonché verranno eletti anche alcuni dei governatori in carica. La riforma di Trump, seppure ancora non presentata nei dettagli, prevederebbe un abbassamento della “corporate tax” dal 35% al 20% e la riduzione delle aliquote fiscali per le famiglie al 12%, 25% e 35% dagli attuali 5 scaglioni vigenti, il più alto dei quali comporta il pagamento di un’aliquota del 39,6%.

Il dollaro si è subito giovato della notizia, guadagnando in questi minuti mediamente lo 0,4% contro le altre valute, pur restando in calo dell’8,5% quest’anno. Una delle misure che metterebbe le ali al biglietto verde sarebbe sul rimpatrio dei capitali detenuti all’estero, che ad oggi scontano un’aliquota del 35% e che presto potrebbero versare al Fisco di Washington il 20% o anche meno (si parla anche del 15%). Si stima che le società a stelle e strisce posseggano qualcosa come circa 1.800 miliardi fuori dai confini USA. Se almeno una piccola parte venisse riportata in patria, convertita da altre valute in dollari, il cambio subirebbe un rafforzamento, quello parzialmente scontato proprio dai movimenti anche di queste ore. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, perché si è indebolito con vittoria dimezzata della Merkel)

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