Taglio delle tasse e investimenti “green” in Germania preludono alla caduta del governo Merkel

Taglio delle tasse e piano di investimenti pubblici per l'ambiente in Germania. Il costo dell'operazione arriverebbe fino a 50 miliardi di euro e preannuncerebbe la fine dell'ultimo governo guidato dalla cancelliera Angela Merkel.

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Taglio delle tasse e piano di investimenti pubblici per l'ambiente in Germania. Il costo dell'operazione arriverebbe fino a 50 miliardi di euro e preannuncerebbe la fine dell'ultimo governo guidato dalla cancelliera Angela Merkel.

Occhi puntati su Roma per capire quale sarà lo sbocco della crisi di governo, ma se c’è un paese che tra non molto potrebbe andare ad elezioni anticipate è la Germania. Il quarto governo della cancelliera Angela Merkel, terzo di Grosse Koalition tra cristianodemocratici e socialdemocratici dal 2005, rischia di cadere proprio nel momento in cui le frizioni tra i due partner della maggioranza sembrano trovare un freno con l’utilizzo degli elevati margini di manovra sul piano fiscale.

In queste settimane, l’esecutivo è al lavoro per mettere mano alla legge di bilancio per il 2020 e al piano triennale. Il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, ha annunciato la possibile fine della politica dello “Schwarze Null”, inaugurata dal predecessore Wolfgang Schaeuble e che ha esitato avanzi fiscali cospicui sin dal 2014, arrivati all’1,7% del pil nel 2018.

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Dal governo si parla di un piano di 50 miliardi di euro per rilanciare l’economia tedesca, contrattasi dello 0,1% nel secondo trimestre sul primo e a rischio recessione nel terzo, stando alle stime della stessa Bundesbank. La locomotiva d’Europa sta risentendo negativamente delle tensioni commerciali e del rallentamento globale, vedendosi colpita nelle esportazioni, in arretramento nella prima parte dell’anno.

Stando alle indiscrezioni che arrivano da Berlino, la maggioranza starebbe concordando la soppressione della “Soli” per il 90% dei contribuenti della Germania Ovest, oltre che un pacchetto di investimenti per lottare contro i cambiamenti climatici. La “Soli” è una sovrattassa imposta sui redditi delle persone fisiche e giuridiche residenti negli ex Laender occidentali per aiutare la debole economia dell’est dopo la riunificazione del 1990. La sua quasi eliminazione sarebbe un vessillo che i conservatori potranno sbandierare a destra, mentre gli investimenti “green” aiuterebbero l’SPD a recuperare gli enormi consensi perduti a sinistra. E questo sarebbe il vero tranello in cui rischiano di cadere i socialdemocratici, che per i sondaggi viaggiano al 13%, ai minimi storici.

Il trucco dei conservatori per sganciarsi dai socialdemocratici

La CDU-CSU della cancelliera teme, nel caso di elezioni anticipate, di perdere la cancelleria, essendo data sotto il 30% dei consensi, pur in timido recupero negli ultimi mesi, inseguita dai Verdi, che stanno registrano un boom da un certo tempo a questa parte, tutto ai danni dei socialdemocratici.

Fino a quando i sondaggi restassero quelli attuali, nessuno dei due partner di governo deciderebbe seriamente di staccare la spina, rischiando di andare all’opposizione e nel caso dell’SPD, persino la scomparsa. Dunque, se la risalita della sinistra tradizionale si realizzasse e rosicchiasse percentuali ai Verdi, i conservatori riacquisterebbero quella fiducia minima per ipotizzare un ritorno alle urne e superare così l’impasse di un governo paralizzato da contrapposizioni ormai insanabili.

Pur non essendo con ogni probabilità nelle condizioni di governare da soli neanche dopo le prossime elezioni, il centro-destra avrebbe l’opportunità di allearsi da una posizione di forza con i Verdi, mentre ad oggi la prospettiva non remota sarebbe di farlo da junior partner, con gli ambientalisti a poter ambire a prendersi la cancelleria. Scholz, che è un socialdemocratico, corre per la segreteria in tandem con una dirigente donna del partito della Germania orientale, ambendo a succedere a Frau Merkel alla guida del prossimo governo, magari in coalizione con i Verdi, grazie al rilancio dei consensi ricercato attraverso il piano di allentamento fiscale. In realtà, c’è tutta la sensazione che paradossalmente stia segando l’albero su cui è seduto, sempre che riesca nell’intento di risollevare le sorti del partito, nel quale caso l’addio a qualsivoglia ambizione verrà da sé.

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