La Svizzera cambierà politica sul franco dopo le elezioni?

Le elezioni in Svizzera hanno esitato la vittoria dei partiti di destra, meno favorevoli a indebolire il cambio e più "tolleranti" verso il super-franco.

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Le elezioni in Svizzera hanno esitato la vittoria dei partiti di destra, meno favorevoli a indebolire il cambio e più

Si sono svolte domenica le elezioni federali in Svizzera, che non hanno generato alcun clamore mediatico sulla stampa estera. L’esito è stato favorevole ai partiti di destra, con l’SPP (UDC in Ticino) a guadagnare il 2,8%, salendo al 29,4% e conquistando 65 seggi su 200 del Consiglio Nazionale, 11 in più della precedente legislatura. Stabile al 18,8% (+0,1%) il Partito Socialista, che perde 2 seggi e scende così a quota 43.

Avanzo dell’1,3% i liberali della FDF, che strappano altri 3 seggi e arrivano a 33. Complessivamente, tutti i raggruppamenti della destra arriverebbero a 101 seggi, esattamente pari alla maggioranza assoluta del Consiglio Nazionale. Tuttavia, appare improbabile che si ponga fine alla tradizione dei governi di larghe intese, che vede la distribuzione dei ministeri federali tra i vari partiti dell’assemblea.

Destra svizzera sarà più forte in assemblea e forse anche nel governo

In realtà, qualche cambiamento ci sarebbe. Ad esempio, è a rischio il posto di ministro delle Finanze di Eveline Widmer-Schlumpf, ex esponente della UDC, ma che con l’ala più centrista ha dato vita al Partito Cristiano Democratico. Questo ha raccolto appena il 4,1% e 7 seggi, 2 in meno della legislatura precedente. Tanto basterà alla destra per chiedere di ottenere un secondo ministero a discapito proprio di Widmer-Schlumpf, considerata una “traditrice” dai suoi vecchi alleati di partito e che negli ultimi tempi ha firmato gli accordi transnazionali con governi europei e al di fuori della UE per lo scambio di informazioni relativamente ai depositi bancari in Svizzera. Se già si specula su un vento più marcatamente anti-europeo a Berna, potremmo chiederci quale possa essere l’impatto sulla politica monetaria. Quest’anno, esattamente il 15 gennaio, la Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale, ha posto fine al cambio minimo di 1,20 tra il franco svizzero e l’euro e ha dovuto così fronteggiare un forte apprezzamento della valuta locale, che ha dimezzato le attese di crescita per l’anno in corso, sebbene il paese alpino sia riuscito a schivare la recessione. Quest’anno, il pil dovrebbe aumentare dell’1%, dopo il +1,9% del 2014. Al contempo, i prezzi saranno in calo per il biennio 2015-2016, risalendo di appena mezzo punto percentuale nel 2017.

 

Destra meno accomodante in politica monetaria

La SNB ha accumulato riserve valutarie per 541,5 miliardi di franchi, pari a circa l’80% del pil. Le loro variazioni suggeriscono possibili interventi di mese in mese da parte del governatore Thomas Jordan per evitare un ulteriore rafforzamento del franco. I tassi sui depositi delle banche presso la SNB sono stati portati al -0,75%, nel tentativo di disincentivare nuovi afflussi di capitali esteri. L’UDC aveva presentato un anno fa un referendum per vincolare l’operato dell’istituto e impedire che attuasse politiche monetarie espansive. La proposta, bocciata dagli elettori, prevedeva l’obbligo di detenere almeno un quinto delle riserve in oro. Ciò avrebbe ridotto la discrezionalità dell’SNB, ma i critici avevano lamentato la potenziale perdita di credibilità dell’istituto, in quanto avvertito come paralizzato dai vincoli.

Cambio franco euro, quali risvolti?

Perché diciamo questo? Avendo vinto le elezioni e spostandosi l’asse del nuovo governo verso la destra popolare, pur autonoma, la SNB potrebbe essere influenzata dal nuovo corso e mostrarsi meno accomodante degli ultimi mesi. Vero è che se la BCE potenziasse il suo “quantitative easing”, la Svizzera potrebbe reagire con un nuovo taglio dei tassi (fino al limite minimo del -1,25%?), oltre che vendendo franchi per indebolire il cambio, ma il clima sembra da domenica meno propenso per questo tipo di operazioni, tanto più che l’economia svizzera starebbe assorbendo abbastanza bene il contraccolpo del super-franco. E sarà anche per queste considerazioni che il cambio si sta allontanando dalla soglia di 1,10, attestandosi attualmente a 1,0830 contro la moneta unica, guadagnando l’1% su base mensile. Ovviamente, continueremo a non escludere nuovi interventi della  SNB, specie se il franco dovesse portarsi contro l’euro a meno di 1,05, che sembra essere diventata la nuova soglia minima ufficiosa di riferimento per Jordan. Rispetto a 3 giorni fa, però, qualcosa è cambiato e certamente non in favore di un franco debole.  

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