Svizzera, azioni banca centrale a +60% da luglio: chi sta comprando la SNB?

Le azioni della banca centrale svizzera sono esplose negli ultimi tre mesi. Qualcuno sta comprando la SNB? E perché?

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Le azioni della banca centrale svizzera sono esplose negli ultimi tre mesi. Qualcuno sta comprando la SNB? E perché?

Nuovi massimi storici sono stati toccati oggi dalle azioni della Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale svizzera, che adesso valgono 1.821 franchi ciascuna, il 61,5% in più rispetto a tre mesi fa. Già, perché in pochi sanno che l’istituto elvetico, guidato dal governatore Thomas Jordan, sia quotata in borsa. Per il 45% è nelle mani dei cantoni svizzeri, un altro 15% è controllato dalle banche cantonali e il restante 45% appartiene al mercato, ovvero a investitori individuali e istituzionali.

Il principale azionista individuale è un Professore tedesco, tale Theo Siegert, che possiede il 6,5% del capitale SNB. Tuttavia, è improbabile che egli sia anche il responsabile dell’impennata del titolo nelle ultime settimane, in quanto andrebbe incontro agli obblighi di comunicazione, una volta superata la soglia del 10%.

Perché questa corsa al titolo SNB?

Dunque, la domanda che ci si pone è chi stia comprando la banca centrale svizzera e per quale ragione. Di certo, non è il rendimento a potere allettare l’investitore. L’SNB distribuisce un dividendo da 15 franchi per azione all’anno, che alle quotazioni attuali è pari allo 0,82%, il minimo storico. Per statuto, poi, non può incrementarlo sopra il 6%.

Ne consegue, che chi acquista in questi mesi le azioni SNB punta essenzialmente ad altro. Di certo, farà gola essere comproprietari di un istituto, che dispone al momento di un portafoglio da 700 miliardi di franchi (oltre 760 miliardi di euro), di cui la quota investita sul mercato azionario è salita al 20% e che vede acquisti sempre più ingenti in colossi americani come Apple e Facebook. (Leggi anche: SNB si butta sulle azioni Apple)

 

 

 

Azioni SNB fungono da porto sicuro?

Può essere, in particolare, che il mercato veda in misura crescente la SNB come un porto sicuro per i propri investimenti, così come gli altri assets elvetici, di fatto trattandolo al pari di un grande “hedge fund”. Non si spiega altrimenti il boom azionario di questi mesi, quando l’indice principale della borsa svizzera è rimasto sostanzialmente inalterato nello stesso lasso temporale.

Resta ancora un mistero chi stia comprando quanto, mentre è innegabile che il titolo SNB sia appetibile anche in considerazione della sua denominazione nel franco svizzero, il cui cambio lo stesso istituto starebbe comprimendo contro l’euro, al fine di contenere l’impatto sull’economia alpina del suo rafforzamento, in atto sin dall’inizio dello scorso anno, quando il governatore annunciò la fine della difesa del tasso minimo di 1,20.

Il grafico del titolo ci suggerisce anche, che già nella primavera dello scorso anno si era registrato un rialzo del 25%, salvo sgonfiarsi successivamente e fino a circa sei mesi fa. Che l’andamento delle azioni SNB sia legato alle tensioni dell’Eurozona e che, quindi, gli investitori vi si rifugiano a ogni timore sulla sorte della moneta unica e su altri fattori geo-politici internazionali? (Leggi anche: Franco svizzero contro rischio Brexit)

 

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