Svezia: la corona sale sul mancato taglio dei tassi, ma la Riksbank è pronta a intervenire

La Svezia non ha tagliato i tassi oggi, ma ha raddoppiato il suo mini-QE. La Riksbank interverrebbe presto, se la corona continuasse ad apprezzarsi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Svezia non ha tagliato i tassi oggi, ma ha raddoppiato il suo mini-QE. La Riksbank interverrebbe presto, se la corona continuasse ad apprezzarsi.

Ha stupito gli analisti stamane la Riksbank, la banca centrale di Svezia, che non ha annunciato dopo il board alcun taglio dei tassi, rimasti invariati al -0,25%. Ma il governatore Stefan Ingves ha raddoppiato il QE, il piano di acquisto dei titoli di stato, passato dai 40 miliardi finora stanziati a 80-90 miliardi di corone, con il fine di non permettere un apprezzamento della corona contro le principali valute, cosa che metterebbe ancora più a rischio la tenuta dei prezzi, che solamente negli ultimi 2 mesi sono tornati a crescere timidissimamente su base annua, dopo un calo durato 6 mesi. Poiché ci si aspettava un nuovo taglio dei tassi in zona -0,35%, gli investitori sembrano avere ignorato l’aumento degli stimoli monetari, tanto che il cambio si è rafforzato dopo l’annuncio di oltre  l’1% contro l’euro e il dollaro. Il rapporto con la moneta unica è sceso a 9,24, quello con il biglietto verde a 8,40.   APPROFONDISCI – Guerra valutaria, la Svezia taglierà ancora i tassi negativi contro la deflazione?   Eppure, lo stesso Ingves ha avvertito che l’attuale livello dei tassi non rappresenta un floor  e che potrebbero seguire altri tagli. In particolare, gli analisti ritengono che la Riksbank interverrà a indebolire più attivamente la corona svedese, qualora il cambio con l’euro dovesse scivolare nel range 9,1-9,2, segnalandone un eccessivo rafforzamento, rispetto al livello-obiettivo dell’istituto. Il mancato taglio dei tassi potrebbe essere attribuito al timore che la banca centrale di Stoccolma nutre in merito alla bolla immobiliare formatasi nel paese, alimentata proprio da una politica monetaria eccessivamente accomodante, che ha incentivato le famiglie all’indebitamento. Quelle svedesi risultano, infatti, tra le più indebitate al mondo con esposizioni pari al 170% del loro reddito disponibile. Al contempo, però, Ingves non può permettersi una corona più forte di ora, perché ciò pregiudicherebbe il raggiungimento dell’obiettivo di un’inflazione al 2%, attraverso il minore costo dei beni importati. Per questo, la reazione del mercato è apparsa oggi alquanto ingiustificata.   APPROFONDISCI – Svezia, il governo resta col cerino in mano della bolla immobiliare

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Argomenti: Economie Europa, stimoli monetari