La Svezia minaccia nuovi stimoli per svalutare la corona

Corona svedese troppo forte per la Riksbank, che "minaccia" nuovi stimoli monetari. Ma la Svezia non potrebbe permetterseli.

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Il recente apprezzamento della corona svedese è stato giudicato “preoccupante” dal vice-governatore della Riksbank, Martin Floden, secondo cui non sarebbe spiegabile sulla base delle informazioni ricavate sull’inflazione. Se la corona continuasse ad apprezzarsi, senza che s’intraveda un surriscaldamento delle aspettative d’inflazione, spiega, ciò creerebbe una pressione al ribasso sui prezzi. Pertanto, Floden fa intendere che l’istituto potrebbe potenziare gli stimoli monetari, tagliando nuovamente i tassi e aumentando gli acquisti di titoli di stato. Quest’estate, tali stimoli erano già stati rafforzati, prevedendosi più che il raddoppio del QE, mentre i tassi negativi sono stati abbassati ulteriormente al -0,35%. Floden chiarisce che non sarebbero presi in considerazione acquisti di “covered bond”, mentre eventuali tagli ulteriori dei tassi avverrebbero a ritmi meno elevati, dato che la Riksbank sarebbe prossima ai limiti delle sue azioni.

Inflazione Svezia non cresce

La Svezia ha vissuto tra il 2014 e il 2015 una fase prolungata di deflazione, alla quale l’istituto teme che l’economia possa tornare, in conseguenza del rafforzamento della corona, specie dopo il rinvio della stretta monetaria negli USA. Nonostante il varo degli stimoli monetari a febbraio, il loro effetto è stato più che neutralizzato dal QE della BCE. Ne consegue che da allora la corona abbia guadagnato il 3,5% contro la moneta unica, mentre nell’unico mese si è apprezzata dell’1,3% e di quasi il 2% contro il dollaro. Negli ultimi 5 mesi, poi, si è registrato un +12% contro la corona norvegese, mentre il rialzo medio è stato del 7% nell’ultimo semestre contro le principali valute. Poiché un cambio più forte determina prezzi più bassi per i beni importati, il governatore Stefan Ingves teme il ritorno della deflazione, ma allo stesso tempo ha paura di lanciarsi in una politica monetaria ancora più espansiva, dato che le famiglie svedesi risultano tra le più indebitate al mondo, in rapporto al loro reddito disponibile, mentre i prezzi delle case continuano a salire a doppia cifra, alimentando una pericolosa bolla immobiliare.

Di tutto la Svezia avrebbe bisogno, tranne che di un credito più a buon mercato, che incentiverebbe il ricorso all’indebitamento. Ma è proprio quello che la Riksbank sta stimolando per raggiungere il target d’inflazione al 2%.  

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