Svezia, il cambio tra euro e corona allerta la Riksbank: Ingves sotto pressione

La Svezia potrebbe avere bisogno di altre misure per svalutare la corona contro l'euro. Il governatore Stefan Ingves è sotto pressione anche sui rischi di deflazione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Svezia potrebbe avere bisogno di altre misure per svalutare la corona contro l'euro. Il governatore Stefan Ingves è sotto pressione anche sui rischi di deflazione.

Nell’ultimo mese, la corona svedese ha guadagnato il 5% contro l’euro, nonostante la Riksbank abbia tagliato lo scorso 12 febbraio i tassi a -0,10%. In apertura, la valuta scandinava s’indeboliva di oltre lo 0,3% contro la moneta unica a 9,2130, ma restando vicina alla soglia di 9,20, che la Svezia guarda con preoccupazione. Gli analisti non hanno dubbi che il governatore Stefan Ingves non consentirà al cambio di infrangere al ribasso il rapporto di 9. Man mano che la corona dovesse rafforzarsi e tendere verso quella soglia, la Riksbank interverrebbe con nuovi tagli dei tassi e il varo di ulteriori stimoli monetari, essendo insufficienti gli acquisti dei bond governativi per soli 10 miliardi di corone. Nordea Bank ritiene che prima di agire, l’istituto dovrebbe guardare più al cambio euro-dollaro. Se questi tenderà alla parità, non sarà rilevante che il cambio tra la corona e l’euro possa scendere fino a 9, mentre se l’euro dovesse salire a 1,15 contro il biglietto verde, allora la discesa del rapporto tra corona e moneta unica a 9,10 sarebbe considerato un segnale di allarme.   APPROFONDISCI – La Svezia svaluterà la corona contro la deflazione, i tassi negativi non bastano   Il problema è che la credibilità della Riksbank, la banca centrale più antica del pianeta, è messa in discussione da almeno un anno, da quando il Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, definì Ingves un “sadomonetarista”, accusandolo di avere portato l’economia svedese nella deflazione con la sua politica monetaria restrittiva condotta tra la metà del 2010 alla primavera del 2012. Il governatore ha sempre ribadito la necessità della stretta monetaria per contrastare la formazione di una bolla immobiliare nel paese, dove i prezzi delle case sono triplicati dal 1995 al 2010. Ma oltre alle accuse di Krugman, giocano contro Ingves anche i numerosi errori di previsione dell’inflazione. Dal 2010 ad oggi, ben 10 volte su 13 la Riksbank ha dovuto tagliare le stime sulla crescita dei prezzi. Secondo Jesper Hansson,  che nel 2011 lasciò l’incarico di responsabile delle previsioni dell’istituto per ricoprire lo stesso ruolo presso il National Institute of Economic Research di Stoccolma, tali errori sistematici sarebbe frutto della volontà della Riksbank di pubblicare dati in linea con i desiderata del board.   APPROFONDISCI – In Svezia case vendute in un giorno, allarme bolla immobiliare. E il governo ora teme i tassi negativi  

Stime inflazione falsate?

Secondo Hansson, la Svezia non riuscirà a centrare l’obiettivo di un’inflazione al 2% fino al 2019, mentre la Riksbank ha raddoppiato le sue aspettative per il 2016, stimando una crescita dei prezzi dell’1,9%. Oltre alla debole domanda interna, lo stesso Ingves ha ammesso che anche il rafforzamento della corona sull’euro ha allontanato la banca centrale dal raggiungere il target sull’inflazione, tanto che a gennaio si è registrato un calo dei prezzi dello 0,2% annuo e negli ultimi 13 mesi l’inflazione è stata positiva solamente 2 volte. Il QE della BCE, che sarà attuato sin dalla seduta odierna, ci dirà se la Svezia avrà bisogno di tassi negativi ancora più bassi o se le misure già messe in atto dalla Riksbank per indebolire la corona siano sufficienti. Il governo di sinistra del premier Stefan Loefven non accetterebbe un nuovo fallimento della politica monetaria.   APPROFONDISCI – Svezia, la Riksbank segnala di volere svalutare la corona contro la deflazione      

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Argomenti: cambio Euro Dollaro, deflazione, Economie Europa