Svezia, come la crisi dei rifugiati siriani influenzerà la politica della Riksbank

L'arrivo di centinaia di migliaia di rifugiati siriani in Svezia modificherà la politica monetaria della Riksbank. Ecco come e perché.

di , pubblicato il
L'arrivo di centinaia di migliaia di rifugiati siriani in Svezia modificherà la politica monetaria della Riksbank. Ecco come e perché.

Sono 120.000 i profughi in arrivo dalla Siria e l’Afghanistan in Svezia quest’anno per chiedere asilo politico, ma entro il 2016 dovrebbero arrivare a 350.000. Si tratta un flusso enorme, che rappresenterà quasi il 4% della popolazione dello stato scandinavo. Per questo, oggi il bilancio del governo prevederà una spesa extra di 11 miliardi di corone (1,2 miliardi di euro) per gestire la crisi umanitaria, ma la cifra sarà di ben 60 miliardi nel 2016, il doppio delle precedenti stime.

Ripristinati controlli alla frontiera

Dalla mezzanotte tra ieri e oggi, il governo del premier Stefan Loefven ha disposto il ripristino dei controlli alla frontiera con la Danimarca, inviando gli agenti a monitorare lo stretto di  Oeresund per 10 giorni, periodo che potrebbe raddoppiare a 20 giorni, in conformità con le norme sulla libera circolazione all’interno della UE. L’arrivo di centinaia di migliaia di rifugiati siriani avrà un impatto evidente sull’economia svedese, tanto che l’altro ieri la Riksbank ha dichiarato che la politica monetaria dell’istituto “non sarà priva di conseguenze”. Il perché lo spiegano gli analisti: con la presenza di nuove centinaia di migliaia di persone, la spesa pubblica aumenterà e così anche i consumi, per cui si avrà un effetto rialzista sui prezzi, stimolando un’inflazione stimata allo 0,1% ad ottobre, quando il target è del 2%. Questo non viene più raggiunto da 4 anni e mezzo e sta mettendo a rischio la credibilità della Riksbank, che negli ultimi mesi si è imbarcata nel varo di stimoli monetari e nel taglio dei tassi in territorio negativo.  

Inflazione Svezia dovrebbe crescere

Tra aumento dei tassi USA e crisi dei rifugiati, l’inflazione in Svezia potrebbe accelerare dello 0,2%, stima Swedbank. Non sarebbe una percentuale tale da portare a uno stravolgimento della politica monetaria, ma almeno attenuerebbe i timori che l’economia possa scivolare nella deflazione. Ma c’è un aspetto che il governo stesso teme e di cui dovrà tenere conto la banca centrale. Centinaia di migliaia di nuovi residenti aumenteranno le pressioni sul settore immobiliare, che già si caratterizza per un’offerta relativamente scarsa di abitazioni e per la crescita incessante dei prezzi delle case.

Il rischio che la bolla immobiliare possa ingrossarsi ulteriormente fino a un drammatico scoppio è più che reale, tenendo presente che la politica monetaria del paese è molto accomodante e stimola le famiglie a indebitarsi sempre più. Anche per questa ragione, il governatore Stefan Ingves potrebbe approfittare del fenomeno dei rifugiati per quanto meno non aumentare più gli stimoli. Se anche nei prossimi mesi i prezzi degli immobili continueranno a crescere a 2 cifre, serviranno più di semplici misure micro-prudenziali per impedire che accada il peggio.    

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,