Surroga mutuo o estinzione anticipata nel caso di liquidità in entrata?

Rinegoziare o estinguere con anni di anticipo il mutuo a tasso fisso è la scelta davanti alla quale ci si potrebbe trovare davanti, nel caso si abbia la disponibilità liquida per farlo.

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Rinegoziare o estinguere con anni di anticipo il mutuo a tasso fisso è la scelta davanti alla quale ci si potrebbe trovare davanti, nel caso si abbia la disponibilità liquida per farlo.

Mutui casa mai così convenienti, anche se le banche italiane stanno chiudendo i rubinetti dei prestiti in questa fase così difficile per l’economia. Sui mercati finanziari, i tassi sono scesi anche negli ultimi mesi. L’Eurirs a 10 anni, che a inizio anno si attestava allo 0,16%, venerdì scorso era al -0,14%. Sui 30 anni, siamo passati dallo 0,58% allo 0,06%, più di mezzo punto percentuale in meno. Ed ecco che si ripresentano per i mutuatari nuove possibilità per rinegoziare i contratti con la surroga, anche qualora ne fosse stata già richiesta una in passato.

Ricordiamo che la surroga è quell’operazione per cui un mutuo viene sostituito con un altro dalle medesime clausole, semplicemente con un tasso fisso o variabile più basso, adattandolo alle nuove condizioni del mercato. Un lettore ci scrive per avere un suggerimento sul da farsi. Egli ha già surrogato il vecchio mutuo contratto con Unicredit con un altro di Bcc Romagna Occidentale e attualmente spiega di ritrovarsi a pagare un tasso fisso del 2,50%.

Parliamo di un costo molto alto, se si considera che oggigiorno risulti possibile contrarre un mutuo a tasso fisso in area 0,60-0,70%. Egli aggiunge alcune informazioni, tra cui sull’importo residuo da pagare pari a 75.000 euro e sulla durata di 12 anni. E tra alcuni mesi entrerà in possesso di una somma, che teoricamente gli consentirebbe di estinguere il mutuo. Per questo ci chiede se abbia più senso, dal punto di vista economico, surrogare il mutuo e investire la somma su qualche prodotto finanziario, oppure se non sia meglio estinguere il mutuo e di fatto non investire.

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Quale investimento

Chiaramente, se il lettore volesse investire la somma, dovrebbe farlo in prodotti che gli esitino rendimenti netti superiori al costo annuo del mutuo, altrimenti starebbe accusando una perdita netta, data dal fatto che l’impiego della liquidità non gli frutterebbe quanto gli interessi sul mutuo da sborsare.

Ora, a meno di non investire in uno o più prodotti del mercato a reddito fisso, non si può avere alcuna garanzia sul rendimento dell’investimento. Una delle soluzioni preferibili in questi casi sarebbe di optare per un fondo bilanciato, dove la componente azionaria sia limitata e capace semmai di vivacizzare il rendimento, esponendo il capitale a rischi medio-bassi.

Le borse mondiali sono sulla via del recupero integrale delle perdite accusate nei mesi scorsi a causa dell’emergenza Coronavirus, ma questo non implica alcuna direzione per il prossimo futuro, anche perché incerte restano le prospettive a breve e medio termine dell’economia globale. Inoltre, è a un arco di tempo medio-lungo che si deve guardare quando si investe sui mercati. Per tutte queste ragioni, ci sentiamo di compiere un ragionamento volutamente più semplice. Immaginiamo di impiegare tutta la liquidità su un asset “risk free” e con raggio temporale di 12 anni, quanto la durata residua del mutuo.

Abbiamo preso come riferimento il BTp marzo 2032 e cedola 1,65% (ISIN: IT0005094088). Lo si acquista a 101,60 e al netto dell’imposizione fiscale rende l’1,44%, che rapportato all’investimento equivale all’1,42%. Dunque, nel caso di una somma di 75.000 euro, a casa porterebbe qualcosa come 1.065 euro all’anno, che si confrontano con i circa 500 euro degli interessi del mutuo, una volta surrogato. In questo caso, avrebbe senso tenersi il mutuo per mettere a frutto la liquidità in ingresso da qui a qualche mese. Al netto, ogni anno guadagnerebbe almeno sui 500 euro.

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Surroga o estinzione anche in base al reddito

Tuttavia, non conosciamo la situazione reddituale del lettore, anche se dalla richiesta di suggerimento esposta percepiamo che non avrebbe grosse difficoltà ad accantonare mensilmente la somma necessaria per pagare il mutuo.

Nel caso in cui così non fosse, il discorso muterebbe. Se devo compiere grossi sacrifici per fare quadrare i bilanci familiari, meglio sarebbe liberarmi del mutuo subito e vivere all’insegna di una minore austerità. In ogni caso, il suggerimento (a titolo estremamente personale e senza alcuna pretesa di validità “scientifica”) sarebbe di puntare su prodotti finanziari con profilo di rischio molto basso, come sarebbero i titoli obbligazionari corporate o di stato, meglio se frazionando l’investimento su più titoli dalla durata massima dei 12 anni, quanto l’arco temporale del mutuo.

Certamente, il mutuo andrebbe surrogato e nel caso in cui non fosse possibile farlo, a causa dell’assenza di banche che si offrano per “rottamare” quello in corso, sarebbe del tutto insensato tenersi un debito al 2,50% e che, alle attuali condizioni di mercato, difficilmente un prodotto finanziario sarebbe capace di più che compensare con un rendimento superiore, a meno di non addossarsi rischi medio-alti. In definitiva, la soluzione ideale sarebbe surrogare il mutuo e investire la liquidità in un prodotto a basso rischio e rendimento almeno di poco superiore al tasso fisso spuntato in banca. Altrimenti, sarebbe preferibile l’estinzione anticipata.

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